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La Coesione Ue cambia le priorità, entra in gioco la Difesa. Fitto: «Non è acquisto armi ed è volontaria»

La Difesa è tra le cinque priorità della revisione intermedia della Politica di Coesione, insieme a competitività, alloggi a prezzi accessibili, resilienza idrica e transizione energetica. È quanto previsto nel documento sulla politica di coesione dell'Unione europea adottata ieri dalla Commissione. Difesa, però, «non significa armi», ha chiarito in conferenza stampa, il vice presidente dell'esecutivo…

La Difesa è tra le cinque priorità della revisione intermedia della Politica di Coesione, insieme a competitività, alloggi a prezzi accessibili, resilienza idrica e transizione energetica. È quanto previsto nel documento sulla politica di coesione dell’Unione europea adottata ieri dalla Commissione. Difesa, però, «non significa armi», ha chiarito in conferenza stampa, il vice presidente dell’esecutivo europeo e delegato alle politiche di coesione e alle riforme, Raffaele Fitto: «questo provvedimento è un modo per consentire l’utilizzo di risorse, di adattarle alle nuove priorità, e la Difesa è in queste nuove priorità», ha spiegato il commissario italiano.

Il bilancio Ue

La Coesione rappresenta un terzo del bilancio dell’Ue e la sua missione è ridurre le disparità tra le regioni europee. Il punto di partenza per Bruxelles è, come ha ricordato sempre Fitto, che gli attuali programmi della politica di coesione sono stati discussi tra il 2019 e il 2021 e firmati nel 2022, «da allora, il mondo è cambiato in modo significativo» e «gli Stati membri, le regioni e i territori ora affrontano sfide nuove e intensificate». Con la revisione, la Commissione punta quindi a «incoraggiare i territori a investire nelle priorità strategiche attuali, pur mantenendo l’attenzione sulla riduzione delle disparità economiche, sociali e territoriali». E, in questo contesto, gli Stati membri saranno invitati a riprogrammare parte dei loro fondi per nuovi investimenti. Pertanto, le Nazioni dell’Ue e le regioni che vorranno, dovranno «presentare le modifiche ai loro programmi entro due mesi dall’entrata in vigore della legislazione rivista». Poi, la Commissione valuterà e collaborerà per adottare i programmi. «La previsione – ha affermato sempre Fitto – è che il processo di riprogrammazione sarà completato entro la fine del 2025».

Le priorità

Cinque, quindi, le nuove priorità Ue: per la competitività c’è la possibilità di maggiori investimenti in tecnologie strategiche, sulla Difesa, la proposta che gli Stati membri e le regioni possano utilizzare i finanziamenti della coesione per sostenere determinate azioni di Difesa. Ad esempio, questo può includere il supporto alle aziende nel settore o la protezione delle infrastrutture critiche. Sono inoltre previsti incentivi specifici per le regioni dei confini orientali, che affrontano la doppia sfida di aumentare la sicurezza e rilanciare le loro economie. Inoltre, c’è il raddoppio dei finanziamenti destinati agli alloggi a prezzi accessibili; investimenti nella resilienza idrica, mentre sulla transizione energetica, si pone l’accento sugli interconnettori energetici e le infrastrutture di ricarica e quelli in queste aree prioritarie saranno inoltre ammissibili a un tasso di cofinanziamento Ue fino al 100 per cento.

Infine, è stata accordata ai governi la possibilità di indicare entro giugno i progetti del Pnrr che rischiano di non essere completati entro la scadenza di agosto 2026 e che potrebbero essere spostati e finanziati attraverso proprio la Coesione.

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