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Kiev bersaglio di droni bomba, a Bucha esplode deposito di armi: 37 vittime

Più di 370 residenti sono stati evacuati d’urgenza dalle loro abitazioni e da un vicino centro di assistenza per anziani e disabili

Kiev bersaglio di droni bomba, a Bucha esplode deposito di armi: 37 vittime

Nella tarda serata di venerdì, un drone esplosivo lanciato dalle forze russe ha colpito in pieno un magazzino militare situato nel villaggio di Myla, all’interno del distretto di Bucha. L’impatto ha innescato una spaventosa catena di deflagrazioni che hanno travolto l’intero quartiere circostante: il bilancio delle vittime è drammatico, con almeno 37 morti e oltre quaranta feriti, tra cui quattro bambini. Più di 370 residenti sono stati evacuati d’urgenza dalle loro abitazioni devastate e da un vicino centro di assistenza per anziani e persone con disabilità.

L’accaduto ha scatenato una durissima polemica politica e un’ondata di forte sdegno ai vertici dello Stato. Il presidente Volodymyr Zelensky e il primo ministro Serhiy Koretskyi hanno parlato apertamente di una “negligenza criminale” nella gestione del materiale bellico. «Si tratta di una situazione terribile e di un’inaccettabile irresponsabilità da parte di chi ha immagazzinato droni, proiettili ed esplosivi a ridosso delle aree abitate», ha dichiarato Zelensky, ricordando come un’analoga tragedia si fosse già verificata a inizio luglio a Vyshneve. Koretskyi ha sottolineato che commettere gli stessi errori al quinto anno di conflitto è ingiustificabile e che tutti i responsabili saranno puniti senza eccezioni.

Contemporaneamente, il contesto internazionale continua a surriscaldarsi. La Germania guidata dal cancelliere Friedrich Merz si prepara ad accusare ufficialmente la Russia per il fallito attacco con drone esplosivo contro l’aeroporto di Lipsia, preannunciando nuove e severe sanzioni contro Mosca. Sul piano economico, il Cremlino ha prorogato fino al 30 settembre il bando sulle esportazioni di diesel per stabilizzare il mercato interno piegato dai raid ucraini contro le raffinerie, mentre a Mosca Putin ha ricevuto Lukashenko. Sul fronte europeo, infine, il Belgio ha confermato la propria cautela circa l’utilizzo degli asset russi congelati.