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L’Istat registra 5mila occupati in meno ad agosto ma il tasso di inattività tocca il minimo storico

Aumentano i disoccupati su base mensile e crescono i contratti a tempo indeterminato, mentre il crollo degli inattivi segna il record dal 2004

L’Istat registra 5mila occupati in meno ad agosto ma il tasso di inattività tocca il minimo storico
(Foto Ansa)

I dati di agosto diffusi dall’Istat tracciano la fotografia di un mercato del lavoro caratterizzato da una sostanziale tenuta strutturale ma anche da fisiologici assestamenti stagionali: su base mensile si registra una flessione contenuta degli occupati pari a 5mila unità rispetto a luglio, a fronte di un incremento di 48mila persone in cerca di occupazione e di un parallelo calo di 21mila inattivi tra i 15 e i 64 anni. Il quadro generale fissa il numero complessivo degli occupati a 24 milioni e 352mila unità, spingendo il tasso di occupazione al 63,0% con una flessione di 0,1 punti, mentre l’indice di disoccupazione sale al 6,2% e la quota giovanile si attesta al 20,3%.

La contrazione congiunturale del mese di agosto sintetizza dinamiche generazionali e contrattuali opposte: da un lato crescono i dipendenti con contratto permanente (+48mila) e i lavoratori con più di 50 anni d’età, dall’altro arretrano i contratti a termine (-48mila), gli autonomi e le fasce anagrafiche intermedie tra i 25 e i 49 anni. Proprio il segmento degli over 50 registra un’espansione costante, superando la quota di 10 milioni e 520mila occupati e arrivando a rappresentare il 43,2% del bacino lavorativo totale: l’elemento di maggior rilievo dell’ultimo rilevamento risiede tuttavia nella flessione degli inattivi a quota 12 milioni e 124mila, con un tasso di inattività del 32,7% che tocca il livello più basso dall’inizio delle serie storiche del 2004.

Il confronto su scala annuale conferma un trend positivo e solido per l’occupazione, che cresce di 291mila unità rispetto ad agosto 2025 (+1,2%) trainata interamente dalla stabilità contrattuale, come dimostrano i 370mila dipendenti permanenti in più rispetto all’anno precedente. La crescita del totale degli occupati coinvolge sia la componente maschile sia quella femminile, a fronte di una parallela contrazione degli inattivi di 381mila unità su base annua: un riassorbimento di forze verso il bacino attivo che spiega anche il bilancio tendenziale dei disoccupati, in aumento di 129mila persone proprio a causa del maggior numero di cittadini che si sono messi attivamente alla ricerca di una posizione lavorativa.