I dati di agosto diffusi dall’Istat tracciano la fotografia di un mercato del lavoro caratterizzato da una sostanziale tenuta strutturale ma anche da fisiologici assestamenti stagionali: su base mensile si registra una flessione contenuta degli occupati pari a 5mila unità rispetto a luglio, a fronte di un incremento di 48mila persone in cerca di occupazione e di un parallelo calo di 21mila inattivi tra i 15 e i 64 anni. Il quadro generale fissa il numero complessivo degli occupati a 24 milioni e 352mila unità, spingendo il tasso di occupazione al 63,0% con una flessione di 0,1 punti, mentre l’indice di disoccupazione sale al 6,2% e la quota giovanile si attesta al 20,3%.
La contrazione congiunturale del mese di agosto sintetizza dinamiche generazionali e contrattuali opposte: da un lato crescono i dipendenti con contratto permanente (+48mila) e i lavoratori con più di 50 anni d’età, dall’altro arretrano i contratti a termine (-48mila), gli autonomi e le fasce anagrafiche intermedie tra i 25 e i 49 anni. Proprio il segmento degli over 50 registra un’espansione costante, superando la quota di 10 milioni e 520mila occupati e arrivando a rappresentare il 43,2% del bacino lavorativo totale: l’elemento di maggior rilievo dell’ultimo rilevamento risiede tuttavia nella flessione degli inattivi a quota 12 milioni e 124mila, con un tasso di inattività del 32,7% che tocca il livello più basso dall’inizio delle serie storiche del 2004.
Il confronto su scala annuale conferma un trend positivo e solido per l’occupazione, che cresce di 291mila unità rispetto ad agosto 2025 (+1,2%) trainata interamente dalla stabilità contrattuale, come dimostrano i 370mila dipendenti permanenti in più rispetto all’anno precedente. La crescita del totale degli occupati coinvolge sia la componente maschile sia quella femminile, a fronte di una parallela contrazione degli inattivi di 381mila unità su base annua: un riassorbimento di forze verso il bacino attivo che spiega anche il bilancio tendenziale dei disoccupati, in aumento di 129mila persone proprio a causa del maggior numero di cittadini che si sono messi attivamente alla ricerca di una posizione lavorativa.
