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Iran, Khamenei dopo il martirio del ministro Khatib: «Bisogna creare insicurezza per i nemici»

«Il Ministero dell’Intelligence deve proseguire sulla sua strada, creando insicurezza per i nemici e sicurezza per i cittadini iraniani». Così in un messaggio diffuso dalla Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei, in cui ha espresso le sue condoglianze al presidente Masoud Pezeshkian «per il martirio del ministro dell’Intelligence Esmaeil Khatib».

«Un veterano di guerra instancabile ha profuso grandi sforzi per la causa della Rivoluzione Islamica», si legge nel messaggio pubblicato su Mehr News, l’agenzia di stampa iraniana semi-ufficiale di proprietà statale.

Però oltre questo messaggio al momento di Khamenei non è ancora stata diffusa alcuna immagine o video verificato dalla sua nomina a nuovo leader della Repubblica islamica. Intanto circolano speculazioni sulle sue reali condizioni di salute dopo il coinvolgimento negli attacchi statunitensi e israeliani.

La guerra tra Iran e Israele, raid su Teheran e missili su Tel Aviv

Durante le prime ore del mattino, l’Idf ha annunciato che dopo gli attacchi dell’Iran nel nord ieri e in seguito alla serie di lanci contro tutto Israele, l’aeronautica militare ha lanciato un’ondata di attacchi contro le infrastrutture del regime iraniano nel cuore di Teheran e in altre zone del Paese. I raid israeliani avrebbero colpito a Parchin, Kerman, Arak e Bandar Lange. Intanto l’allarme per un nuovo lancio di missili dall’Iran è appena scattato a Tel Aviv e nel centro di Israele dopo altre ondate di lanci di ordigni durante la notte e la mattina anche a Gerusalemme. 

Di contro nella notte sono state segnalate forti esplosioni in diverse città iraniane. A scriverlo è Iran International e secondo le prime informazioni, le esplosioni si sono verificate a Bandar Lengeh e Isfahan, mentre a Yazd le autorità hanno riferito che due siti militari alla periferia della città sono stati presi di mira nelle prime ore del mattino. Esplosioni sono state udite anche nelle contee di Bardsir e Baft, nella provincia di Kerman, e ad Arak. 

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato che la produzione di missili continua nonostante il conflitto in corso, aggiungendo che non vi sono carenze nelle scorte. Lo scrive Iran International. «La nostra industria missilistica ha meritato il massimo dei voti nel 2025 e non c’è motivo di preoccuparsi a questo proposito», ha dichiarato il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie, Ali Mohammad Naini, aggiungendo che la produzione prosegue in condizioni di guerra e avvertendo di “sorprese” e operazioni più complesse in futuro.

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