Intesa Sanpaolo guarda alle mosse difensive di Monte dei Paschi di Siena, pur restando determinata nel portare a casa l’offerta pubblica di acquisto e scambio da 30,6 miliardi annunciata l’otto giugno scorso da Carlo Messina.
Attualmente il gruppo, dopo il deposito del documento d’offerta alla Consob, avvenuto il 27 giugno scorso, lavora ai preparativi dell’assemblea del 10 settembre per l’aumento di capitale a servizio dell’offerta su Mps.
Cà de Sass valuterà con grande attenzione le decisioni di Siena, continuando a percorrere la strada tracciata con l’opas che consentirà a Intesa Sanpaolo, banca con una forte presenza di soci italiani, di diventare il secondo gruppo in Europa per capitalizzazione di Borsa, di raggiungere i 2.000 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela e un utile netto superiore a 16 miliardi di euro al 2029.
La forte determinazione nel voler portare a casa l’operazione è emersa sin da subito per poi essere ribadita da Messina con la celebre frase di Mario Draghi «whatever it takes».
Perché l’acquisizione del Monte è un «obiettivo che vogliamo realizzare, raggiungere, e faremo del nostro meglio per portare a termine questa operazione di fusione e acquisizione», spiegava Messina intervistato da Cnbc Europe. Intesa, che negli anni ha realizzato numerose acquisizioni tra cui l’ultima quella di Ubi Banca, conosce bene le partite del risiko e le mosse, ponderate e pazienti, che vanno affrontate.
