Negli Stati Uniti cresce la preoccupazione per un’estesa epidemia di ciclosporiasi che ha provocato finora due decessi accertati ed una massiccia diffusione sul territorio, con il bilancio più pesante registrato nello Stato del Michigan che conta 11mila 234 casi confermati e 200 persone ricoverate nelle strutture ospedaliere. Le vittime risultavano affette da patologie pregresse molto gravi: sebbene le complicanze da ciclosporiasi rimangano rare nella popolazione generale, l’infezione intestinale provoca forte diarrea e disidratazione tali da risultare letali nei soggetti vulnerabili come neonati, anziani, donne in gravidanza ed individui con un sistema immunitario compromesso.
L’origine del focolaio è stata individuata nel consumo di insalata contaminata distribuita presso la popolare catena di ristorazione messicana Taco Bell: la profilazione dei contagi ha spinto l’azienda produttrice Taylor Farms ad avviare il ritiro precauzionale dei lotti di insalata iceberg, nonostante le rassicurazioni fornite circa l’adozione di misure proattive. I dati diffusi dai Centers for Disease Control and Prevention indicano un costante incremento delle infezioni su tutto il territorio americano, dove al 28 luglio si registravano già 6mila 707 casi confermati ed ulteriori 11mila 500 contagi sospetti, spingendo gran parte dei consumatori a rinunciare temporaneamente all’acquisto di verdure ed ortaggi freschi.
