Rimettere la capacità industriale al centro dell’Ue, contrastare la concorrenza sleale di Pechino e mobilitare il risparmio privato per finanziare gli investimenti. Dinanzi agli imprenditori del Medef a Parigi, Ursula von der Leyen ha delineato le nuove priorità economiche europee, seguendo la strada del rapporto Draghi per fare dell’Europa «un continente che produce, investe e protegge».
Con il vecchio modello economico ormai tramontato, von der Leyen ha lanciato un fermo avviso alla Cina: a fronte di un deficit di un miliardo al giorno e di aiuti di Stato sproporzionati verso le aziende orientali, «il dialogo deve portare risultati, altrimenti siamo pronti a utilizzare pienamente i nostri strumenti di difesa». In parallelo, la Commissione intende ridurre la burocrazia del 35% per le Pmi e abbattere i costi dell’energia, indicata come il primo freno alla competitività.
Sul fronte dei capitali, la presidente punta a mobilitare i 10.000 miliardi di risparmi fermi nei depositi bancari per sbloccare 470 miliardi di investimenti aggiuntivi. L’accordo sull’Unione del risparmio e degli investimenti dovrà arrivare entro l’anno, a 27 «di preferenza» oppure «con i Paesi pronti, se necessario». Il prossimo bilancio dell’Unione rappresenterà così il braccio finanziario dell’indipendenza strategica europea.
