Ci sono 136 «nominativi» di persone o «società» dentro a una cartella denominata come «Report Enrico» nei dispositivi elettronici di Samuele Calamucci, l’informatico della Equalize di Enrico Pazzali, la società di business intelligence al centro dell’articolata inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Milano e della Procura nazionale antimafia per i dossieraggi illeciti.
Fra questi nomi come quelli di Fedez, il Promotore di giustizia in Vaticano, Alessandro Diddi, Eni, il presidente di Cassa depositi e prestiti, Giovanni Gorno Tempini, il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, l’imprenditore Massimiliano Fabbro coinvolto in un’inchiesta della Procura di Milano, giornalisti come Giovanni Dragoni e Andrea Sparaciari.
Sono riportati in una tabella elaborata dai carabinieri del Ros di Milano sulla base dell’analisi di pc, telefoni, chiavette usb, device sequestrati all’ex braccio destro di Pazzali e Carmine Gallo, il super poliziotto deceduto d’infarto mentre si trovava ai domiciliari a marzo 2025. L’informativa dei militari e agli atti dell’indagine del pm Francesco De Tommasi e del sostituto della Dna, Antonio Ardituro, dà atto in particolare che all’interno del dispositivo indicato come «Reperto IND_SC01_ SSD01» vi sono «innumerevoli file, fotografie, video, audio» che Calamucci ha ottenuto dallo stesso Gallo e dall’ex agente dei servizi segreti Vincenzo De Marzio.
Documenti che «verosimilmente i due hanno conservato negli anni in cui erano in servizio e che a fine carriera si sono copiati». La certezza informatica della presenza di una cartella denominata «Report Enrico» ora andrà vagliata, prima della richiesta di rinvio a giudizio, alla luce dell’aspro confronto che si è tenuto a ottobre davanti ai pm fra Calamucci e l’ex presidente di Fondazione Fiera.
Pazzali ha respinto al mittente ogni accusa continuando a sostenere di non essere mai stato consapevole né degli accessi abusivi a sistemi informatici delle forze dell’ordine che i suoi ex dipendenti mettevano in campo remunerando poliziotti e finanzieri per confezionare i dossier, né di aver mai commissionato report contenenti informazioni illegali.










