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In dieci anni disturbi depressivi aumentati del 154%: i più colpiti sono giovani, donne e migranti

Nell’ultimo decennio, i disturbi depressivi tra i soggetti assistiti sono aumentati del 154%. Lo rivela il rapporto «Povertà e salute mentale» di Caritas Italiana. Il disagio psichico non è un fenomeno isolato, ma si intreccia nell’80% dei casi con indigenza materiale, isolamento relazionale e precarietà abitativa.

Questa «relazione circolare» colpisce duramente giovani, donne e migranti, trasformando fragilità temporanee in esclusione cronica. Il quadro è aggravato da un progressivo definanziamento dei servizi territoriali, che genera profonde disuguaglianze nell’accesso alle cure.

Il cardinale Matteo Zuppi e don Marco Pagniello sottolineano come la sofferenza mentale sia una questione di diritti negati e coesione sociale: senza un approccio che unisca assistenza sanitaria e supporto comunitario, il benessere psicologico resta un privilegio.

Anche Giovanna Del Giudice richiama l’urgenza di superare logiche custodialistiche per investire in una «città che cura», dove la persona sia presa in carico nella sua globalità. La salute mentale, dunque, deve essere riconosciuta come bene comune e investimento strategico per l’intero Paese. Red. Att.

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