Il Governo ribadisce la volontà di garantire la continuità della produzione dell’acciaio in Italia e il futuro industriale di Taranto attraverso forni elettrici e decarbonizzazione. A confermarlo è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, nel corso dell’incontro con i sindacati sull’ex Ilva, richiamando l’impegno già espresso dal premier Giorgia Meloni in Senato. Sebbene le risorse finanziarie per il processo di transizione siano disponibili, l’esecutivo deve fare i conti con due variabili cruciali che impediscono la stesura di un cronoprogramma definitivo. La prima riguarda la gara di vendita dei complessi aziendali dei Gruppi Ilva e Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria: il termine per le offerte vincolanti è fissato all’8 novembre, ma ad oggi mancano ancora i piani industriali e finanziari degli acquirenti. La seconda incognita è rappresentata dall’attesa decisione delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione e dagli sviluppi giudiziari sull’area a caldo di Taranto.
Nel frattempo, i Commissari straordinari proseguono il lavoro per la continuità operativa degli stabilimenti di Taranto, Genova e Novi Ligure. Per tutelare l’occupazione e il reddito, il Governo valuta misure nella prossima manovra di bilancio, tra cui incentivazioni all’esodo e pensionamenti anticipati. In parallelo, è stato avviato un confronto con colossi industriali come Fincantieri, Rheinmetall, Leonardo e Ferrovie dello Stato. A breve verranno forniti i database dei dipendenti per valutare possibili ricollocazioni e progetti a breve e lungo termine. Mantovano ha infine rivendicato con orgoglio l’estromissione del socio ArcelorMittal, definendo il dialogo con i sindacati un punto fermo ed essenziale per affrontare questa delicata fase di transizione.
