SEZIONI
SEZIONI
Bari
Sfoglia il giornale di oggiAbbonati

Il vino italiano con l’obiettivo di blindare export e turismo

Con 670mila ettari di vigneto, 530mila imprese attive nel comparto vitivinicolo, una produzione enologica 2025 stimata a 44,4 milioni di ettolitri, e un fatturato al netto dell'indotto di circa 14 miliardi di euro, secondo i dati dell'Osservatorio Uiv-Vinitaly, il vino italiano si conferma uno dei comparti più performanti del made in Italy, con una bilancia…
l'edicola

Con 670mila ettari di vigneto, 530mila imprese attive nel comparto vitivinicolo, una produzione enologica 2025 stimata a 44,4 milioni di ettolitri, e un fatturato al netto dell’indotto di circa 14 miliardi di euro, secondo i dati dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly, il vino italiano si conferma uno dei comparti più performanti del made in Italy, con una bilancia commerciale attiva per 7,2 miliardi di euro l’anno. Eppure, anche nell’edizione di Vinitaly 2026, le tensioni internazionali pesano e i produttori top nel rating di Wine Spectator, a OperaWine, chiedono maggiori certezze per la stagione turistica.

Alla vigilia di Vinitaly a lanciare un Sos per l’enoturismo, in correlazione al paventato rischio di carenza di jet fuel nel settore aereo, è il presidente del Consorzio di tutela del Brunello di Montalcino, Giacomo Bartolommei: «A Montalcino – spiega – vale tanto l’enoturismo, mediamente su dieci arrivi nelle nostre campagne la metà sono nordamericani e vogliamo mantenerlo tutto questo flusso di wine lover dagli Stati Uniti».

«Il vino è una risorsa importante che stiamo difendendo e valorizzando con Vinitaly che è la capitale della promozione del vino a livello mondiale» ha detto il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Ora, gli fa eco il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso: «Dobbiamo resistere e varcare nuove frontiere». Per il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi «il vino è cultura, in particolare dei territori. Quindi dobbiamo tenercelo ben stretto e continuare a sostenerlo a promuoverlo».

I dati

Un calice su cinque bevuto nel mondo viene dalle vigne del Belpaese, diventate emblema riconosciuto di qualità, biodiversità e legame col territorio. Nella media del periodo 2021-2025, l’Italia consolida il suo primato con una quota del 19% sul totale della produzione, davanti alla Francia (17%) e alla Spagna (13%) rileva un’analisi Coldiretti, su dati del Centro Studi Divulga. La 58/a edizione di Vinitaly in cartellone a Veronafiere dal 12 al 15 aprile vuole promuovere il confronto di quasi 4mila aziende del made in Italy espositrici coi mercati internazionali, grazie alla presenza di oltre 1.000 top buyer selezionati e ospitati da Veronafiere e Ice Agenzia, e guardare alle nuove tendenze del bere per conquistare gli enoturisti – con Vinitaly Tourism potenziato in fiera – e nuove fasce di consumatori, dai cultori degli spirits a chi sceglie i No-low, calici senza o a basso contenuto alcolico.

«Cruciale per il settore – ha detto il presidente di Ice, Matteo Zoppas – resta il consolidamento in Usa, mercato che sta evidenziando una criticità: gennaio 2026 ha infatti espresso un -35% rispetto a gennaio 2025 (che però cresceva del 19% rispetto a gennaio 2024). Nonostante ciò, l’Italia mantiene saldamente la sua posizione. Quest’anno Vinitaly Usa si sposta da Chicago a New York per presidiare il cuore del mercato americano con rinnovata forza. L’altra leva su cui puntare sono le nuove rotte commerciali, sfruttando gli accordi strategici siglati con India e Australia, e monitorando la ripresa in Canada, abbiamo programmato per il 2026 61 iniziative promozionali in 24 mercati prioritari, dai Balcani alla Cina».

Per Albiera Antinori, presidente del Gruppo Vini di Federvini, «i vini italiani avranno sempre spazio nel mondo. Abbiamo anche un’opportunità tramite il riconoscimento Unesco che ha avuto la cucina italiana, perché vino e cibo è un’accoppiata vincente che ci può portare attenzione anche in parte del mondo. E tanto è stato fatto dalle istituzioni in termini di difesa del vino italiano, anche in Europa. Il mercato degli Stati Uniti rimane il principale mercato ma il mondo è grande e quindi occorre percorrere e scoprire altre vie per sviluppare altri mercati di sbocco».

CORRELATI

Attualità, Italia","include_children":"true"}],"signature":"c4abad1ced9830efc16d8fa3827ba39e","user_id":1,"time":1730895210,"useQueryEditor":true,"post_type":"post","post__in":[495322,495333,495288],"paged":1}" data-page="1" data-max-pages="1" data-start="1" data-end="3">

Lascia un commento

Bentornato,
accedi al tuo account

Registrati

Tutte le news di Puglia e Basilicata a portata di click!