I prezzi dei carburanti tornano a spaventare gli automobilisti italiani abituati a percorrere la rete autostradale, abbattendo la soglia psicologica dei 3 euro al litro in diversi punti di rifornimento. A sollevare il caso è una dettagliata indagine condotta dal Codacons sulla base delle rilevazioni ufficiali trasmesse dai gestori al ministero delle Imprese e del Made in Italy tra il 24 e il 25 agosto: il dato più sconcertante si registra lungo la A22 Brennero-Modena, dove per un litro di Supreme Diesel in modalità servito si è toccata la quota record di 3,159 euro. Listini estremamente elevati si riscontrano tuttavia lungo tutto lo stivale e nelle aree più isolate: sulla A21 Torino-Piacenza il gasolio servito ha raggiunto i 2,729 euro al litro, superato soltanto dalle stazioni di rifornimento di Pantelleria, dove il medesimo carburante viene erogato a 2,799 euro.
Raffica di rincari sulla rete e la richiesta di interventi al governo
La mappa dei rincari elaborata dall’associazione dei consumatori mostra una pressione costante sui prezzi in diversi snodi viari strategici: sulla A4 Venezia-Trieste e sulla A28 Portogruaro-Conegliano il servito tocca i 2,699 euro al litro, mentre sulla A15 Parma-La Spezia si attesta a 2,629 euro. A destare forte preoccupazione sono soprattutto i prodotti speciali ad alto rendimento, con l’Hi-Q Diesel arrivato a 2,879 euro sulla A15 e il Supreme Diesel salito fino a 2,929 euro sulla A21. Di fronte a questo scenario, i vertici del Codacons sottolineano come il superamento dei tre euro debba rappresentare un serio campanello d’allarme per le istituzioni: l’associazione ha quindi sollecitato l’esecutivo ad adottare misure strutturali immediate per proteggere il potere d’acquisto delle famiglie, evitando il ricorso a interventi tampone o a tempo determinato che non offrono garanzie di stabilità a lungo termine.
