Nel frattempo che la politica europea trovi un giusto compromesso tra le parti per avanzare contromisure o cercare l’accordo con l’amministrazione statunitense il commercio italiano potrebbe subire un forte calo, che andrebbe a ripercuotersi inevitabilmente sulle tasche di ogni famiglia, fino a 160 euro. A dirlo il centro studi di Unimpresa, che sottolinea come l’impatto dei dazi al 20% in Italia (come in tutta l’Unione europea) potrebbe pesare sui nuclei familiari nazionali per un valore compreso tra 2,5 e 4,2 miliardi di euro all’anno.
Le piccole e medie imprese
«Ogni decisione commerciale presa a livello internazionale ha un impatto reale e tangibile sulla vita quotidiana dei cittadini – hanno affermato dal centro studi – Le piccole e medie imprese stanno già pagando il prezzo più alto di questa nuova fase di tensione commerciale». In generale, secondo le prime stime proposte dall’associazione, le esportazioni italiane verso il mercato a stelle e strisce subiranno un calo compreso tra l’8 e il 12%, per una perdita economica tra 5,6 e 8 miliardi di euro, soltanto nel 2025.
Gli effetti sulle esportazioni
In particolare, i settori maggiormente colpiti potrebbero essere l’agroalimentare in primis, che lo scorso anno ha esportato verso gli Stati Uniti beni per un valore di 7 miliardi di euro. I dazi di Trump contribuirebbero ad una perdita di circa 742 milioni di euro, pari a un calo del 10,6%. A soffrire il mondo del vino, che rischia una perdita di 660 milioni, e quello dei formaggi, con un danno stimato in 380 milioni. A seguire il settore della meccanica e dei macchinari, che entro il 2028, potrebbe perdere potenzialmente fino a 5,8 miliardi di euro, con un impennata nei costi.
Gli altri settori colpiti
Il settore dell’automotive, con i nuovi dazi del 25%, potrebbe andare in difficoltà, con un crollo delle vendite verso gli Usa stimato intorno al 20% e pari a 1,2 miliardi di euro solo nel 2025. Tra gli altri rischia di perdere importanza anche il settore della moda e dell’abbigliamento, un comparto che nel 2024 ha fruttato 3 miliardi di euro. Per il 2025, in seguito alle tariffe introdotte dall’amministrazione statunitense, ci potrebbe essere una riduzione dell’export pari a 357 milioni, quasi il 12% in meno rispetto allo scorso anno. Perdite che, entro il 2027, potrebbero arrivare anche a superare il miliardo. Sorvegliati speciale anche i settori della chimica e farmaceutica, con perdite previste durante l’anno di circa 411 milioni di euro e quello della metallurgia e dei prodotti in metallo. In merito a quest’ultimo, l’area su cui potrebbe gravare di più la mannaia dei dazi americani potrebbe essere quella del Bresciano, che da sola potrebbe perdere 444 milioni di euro.