Prosegue il viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Turchia, un pellegrinaggio che unisce l’attenzione alla piccola comunità cattolica locale con l’importante commemorazione ecumenica dei 1700 anni dal Primo Concilio di Nicea. La giornata è stata divisa tra un toccante incontro di preghiera a Istanbul e il ricordo dello storico Concilio.
La forza della piccolezza
In mattinata, il Pontefice si è recato in auto alla Cattedrale dello Spirito Santo a Istanbul per l’incontro di preghiera con vescovi, sacerdoti, diaconi, consacrati, consacrate e operatori pastorali. Accolto dal vicario apostolico e dal parroco e omaggiato con fiori da due bambini, il Papa ha percorso la navata centrale e raggiunto l’altare.
Dopo il saluto di benvenuto di mons. Martin Kmetec, arcivescovo di Izmir e presidente della Conferenza episcopale, e le letture, Papa Leone XIV ha pronunciato un’omelia incentrata sul tema della «logica della piccolezza» come vera forza della Chiesa. Riprendendo le parole riportate da Vaticannews, il Papa ha sottolineato che i frutti della missione ecclesiale non sono determinati da strutture, potenza economica o rilevanza sociale, ma provengono dallo Spirito Santo. Dio, ha ricordato, «ha scelto la via della piccolezza per discendere in mezzo a noi».
Questo «stile del Signore» è ciò che la piccola comunità cattolica in Turchia, che conta circa 180mila fedeli in un Paese di 85 milioni di persone, è chiamata a testimoniare. Il Pontefice ha citato i profeti e Gesù stesso, che ha elogiato i piccoli e spiegato che «il Regno di Dio non si impone attirando l’attenzione, ma si sviluppa come il più piccolo di tutti i semi piantati nel terreno».
Il Papa ha esortato clero e laici a prendersi cura specialmente di giovani, migranti e rifugiati, e ha messo in guardia contro un «arianesimo di ritorno» che rischia di considerare Gesù unicamente come un maestro sapiente, ma non come il Dio vivo. Al termine dell’incontro, il Papa si è trasferito in auto alla Casa di accoglienza per anziani delle «Piccole sorelle dei poveri».
L’appello all’unità a Nicea
Nei giorni scorsi, il momento centrale del viaggio è stato la commemorazione del 1700esimo anniversario del Primo Concilio di Nicea (325 d.C.), il motivo che ha spinto Leone XIV a scegliere la Turchia per il suo primo viaggio internazionale. Sulle rovine della cosiddetta «basilica sottomarina», un’antica basilica del IV secolo recentemente riemersa dalla siccità sulle rive del lago İznik (l’antica Nicea, a sud di Istanbul), il Papa ha pregato insieme al Patriarca ecumenico ortodosso Bartolomeo.
La preghiera congiunta è stata un gesto di forte impatto ecumenico. Papa Leone ha messo in luce il «desiderio di piena comunione tra tutti coloro che credono in Gesù Cristo», parlando di un «profondo legame» tra le due Chiese.
Durante la cerimonia, il Pontefice ha auspicato legami più stretti tra la Chiesa cattolica e quella ortodossa, denunciando al contempo l’uso strumentale della religione per giustificare la violenza e il fanatismo, ed esortando caldamente al dialogo.
Il vertice ecumenico culminerà oggi, con la firma di una dichiarazione congiunta a Istanbul, prima che Papa Leone XIV si trasferisca in Libano domani per l’ultima tappa del suo viaggio.