Il Servizio Federale di Sicurezza russo (Fsb) ha disposto un mandato di arresto internazionale nei confronti di Pavel Durov, fondatore di Telegram, con l’accusa di aver facilitato attività terroristiche. Secondo quanto comunicato dalle autorità inquirenti e ripreso dai media statali, la piattaforma di messaggistica ospiterebbe tuttora canali, chat e bot impiegati dai servizi segreti ucraini per pianificare attentati, omicidi ed episodi di sabotaggio sul territorio della Federazione Russa, generando danni stimati in miliardi di rubli e un alto numero di vittime.
Al centro dell’indagine condotta dal Comitato Investigativo figura in particolare il chatbot di incontri “Daivinчик / Leo”, orientato al pubblico giovanile. Secondo la ricostruzione degli investigatori, agenti ucraini si servivano del servizio creando profili fittizi di giovani donne per agganciare utenti di età compresa tra i 12 e i 22 anni. Il meccanismo operativo prevedeva la richiesta della posizione geografica e il successivo invio di link di phishing per piccoli pagamenti: con l’ottenimento dei dati, la vittima veniva contattata da soggetti qualificatisi come funzionari delle forze dell’ordine o del Rosfinmonitoring, i quali la minacciavano di incriminazione per finanziamento del nemico, spingendola a compiere atti sconsiderati sotto la pressione psicologica.
Le operazioni repressive condotte a partire da luglio 2025 in 16 regioni russe hanno portato all’arresto di 46 persone coinvolte a vario titolo in azioni illegali, tra cui incendi a infrastrutture energetiche e di trasporto, attacchi a stazioni di servizio e aggressioni a rappresentanti delle forze dell’ordine. Nella sola città di San Pietroburgo, 15 procedimenti per atti terroristici sono stati accorpati in un fascicolo unico. Nonostante il bot fosse stato inserito nel registro dei siti vietati il 23 dicembre 2025 per violazione delle normative su pornografia infantile e contenuti Lgbt, la mancata rimozione del servizio da parte della dirigenza di Telegram ha determinato la formale incriminazione di Durov per il supporto alle attività terroristiche.
