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Il dolore della mamma del piccolo Domenico, il bimbo a cui è stato trapiantato un cuore danneggiato: «Ora chiedo giustizia»

Il lungo addio si conclude all’alba. Domenico è stanco, e smette di sognare. Non soffre, non è cosciente, i genitori lo vegliano e con loro c’è il cardinale Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, accorso all’alba per l’estrema unzione. Termina così la battaglia del «piccolo guerriero», che mamma Patrizia ha sempre chiamato così con amore e orgoglio nei giorni della speranza di un cuore nuovo, dopo il trapianto con un organo danneggiato avvenuto il 23 dicembre.

L’ora del dolore

Il dolore sommerge Napoli e tutta l’Italia che ha seguito la vicenda facendo il tifo per questo bimbo di due anni e quattro mesi, sempre sorridente nelle foto con la madre e i fratelli malgrado la miocardiopatia dilatativa di cui soffriva dalla nascita e che aveva reso necessario il ricorso all’operazione. Le condizioni del bimbo erano apparse già ieri in rapido peggioramento, dopo la sospensione – concordata con i genitori – di alcune delle terapie in corso, giudicate ormai un accanimento dopo la prognosi infausta espressa in settimana da un pool di esperti.

Dopo tanta attesa martedì scorso si era reso disponibile un cuore compatibile per Domenico, ma le sue condizioni erano talmente compromesse da rendere impossibile una nuova operazione. Mamma Patrizia ha accettato il verdetto del team di specialisti con il composto dolore e la dignità che l’hanno distinta in queste settimane. «Ora è un angioletto – dice tra le lacrime – ma non dovremo mai dimenticarlo. Anche per questo creeremo una fondazione a lui intitolata, per aiutare i bambini che si trovino nelle sue stesse condizioni». Il cuore che era stato trovato per lui intanto ha iniziato a battere nel petto di un altro bambino, operato con successo a Bergamo.

La richiesta

Davanti ai cronisti, la madre invoca con tono sereno «giustizia e verità» per l’accaduto. La premier Giorgia Meloni, che le aveva telefonato nei giorni scorsi, rivolge a lei, al papà Antonio ed a tutti i familiari «il più sincero abbraccio e il più profondo cordoglio». «L’Italia intera si stringe nel dolore per la scomparsa del piccolo Domenico, un guerriero che non sarà dimenticato. Sono certa che le autorità competenti faranno piena luce su questa terribile vicenda», sottolinea la presidente del Consiglio. Di «grande dolore e senso di profonda ingiustizia» parla il presidente del Senato, Ignazio La Russa.

Messaggi anche dal presidente della Camera, Lorenzo Fontana, dalle forze politiche, dal governatore campano Fico e dal sindaco di Napoli Manfredi. A cercare la verità e le responsabilità sono la procura di Napoli e i carabinieri del Nas. Sei al momento gli indagati, tra medici e infermieri del Monaldi, cui ieri sono stati sequestrati i cellulari e notificati gli avvisi di garanzia. La precedente ipotesi di reato, lesioni colpose gravissime, si aggraverà in omicidio colposo. Sembrano imminenti anche altre iscrizioni nel registro degli indagati: sotto la lente le modalità di espianto del cuore, a Bolzano, le modalità di trasporto a Napoli e i motivi per cui l’operazione si è svolta senza verificare le condizioni dell’organo.

Nei prossimi giorni l’autopsia, giovedì o venerdì dovrebbero svolgersi i funerali. Domani Patrizia e il suo avvocato Francesco Petruzzi saranno dal notaio per avviare la nascita della fondazione. Solo allora inizierà una raccolta fondi per sostenere il nuovo organismo: la signora e il legale denunciano ancora una volta lo sciacallaggio di chi, sui social, sta pubblicando foto di Domenico con codici iban chiedendo soldi. Una nota di amarezza che sfuma di fronte all’affetto che circonda la famiglia: dagli striscioni negli stadi ai bigliettini e fiori bianchi deposti fuori dal Monaldi, il dolore e la vicinanza sono tangibili.

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