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Hormuz, tornano i bombardamenti: gli USA attaccano Larak, raffiche di missili iraniani contro basi americane

Raid strategico americano per neutralizzare i lanciatori di mine: Teheran reagisce attaccando le postazioni in Giordania

Hormuz, tornano i bombardamenti: gli USA attaccano Larak, raffiche di missili iraniani contro basi americane
(Foto Ansa)

Dopo esattamente un mese di stop dalle ultime operazioni militari risalenti al 29 luglio – quando Washington aveva risposto ad un tentativo di attacco contro i propri avamposti avvenuto il giorno precedente – le forze armate degli Stati Uniti sono tornate a bombardare il territorio dell’Iran conducendo un raid aereo sull’isola di Larak, snodo tattico situato all’interno dello Stretto di Hormuz. L’attacco, confermato da un funzionario Usa alla testata Axios e ribadito dal capitano Tim Hawkins in qualità di portavoce del Comando centrale Usa, è scattato dopo che l’intelligence ha osservato le milizie dei Pasdaran intente a preparare il lancio di razzi carichi di mine navali destinati a bloccare il transito nello stretto: l’operazione ha portato alla distruzione diretta di due lanciatori iraniani, con gli americani che hanno ribadito di monitorare attentamente l’area per tutelare il libero flusso dei commerci. L’esplosione sull’isola di Larak è stata avvertita chiaramente dai residenti locali e confermata dall’agenzia Fars, mentre le Guardie della Rivoluzione, attraverso l’agenzia semi-ufficiale Tasnim, hanno denunciato che l’aggressione ha causato il martirio e il ferimento di alcuni combattenti e cittadini, indicando nelle prime segnalazioni non ufficiali un bilancio di 2 persone uccise e 2 ferite e assicurando che l’azione sarà punita portando alla punizione dell’aggressore.

La ritorsione missilistica in Giordania, il monito di Pezeshkian e il rogo della superpetroliera nello Stretto

La reazione di Teheran si è concretizzata nel giro di poche ore con il lancio di missili verso Aqaba e la base aerea di Muwaffaq Salti in Giordania, dove sono ospitate le forze dell’esercito statunitense: fonti arabe citate dalla Fars e riprese da altri media iraniani hanno riferito di diverse esplosioni udite in alcuni punti del territorio giordano a seguito dell’attacco promesso dopo il raid su Larak, sebbene le informazioni indichino che i vettori sono risultati tutti intercettati. Nel frattempo, la Marina delle Guardie rivoluzionarie iraniane ha dichiarato in un comunicato che una superpetroliera che aveva violato le norme ha preso fuoco in modo terribile dopo aver urtato due mine marine nello Stretto di Hormuz. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, citato dall’agenzia Irna in reazione al recente attacco americano, ha dichiarato questa mattina che l’Iran non sta cercando la guerra e che questo è il chiaro messaggio trasmesso al mondo finora: al contempo ha ribadito che il paese non rimarrà mai calmo di fronte a qualsiasi aggressione e fornirà una risposta decisiva agli aggressori, aggiungendo che l’instabilità nella regione non è nell’interesse di alcun paese e costituirà una sfida per tutti.