Il governo in allerta attiva le cautele previste dalla legge contro la speculazione sui prezzi innescata dalla crisi Usa-Iran. Interventi ancora timidi per molti, anche perché, ad esempio, in appena una notte alcuni marchi petroliferi hanno alzato il prezzo del gasolio di ben 10 centesimi. E questo utilizzando scorte acquistate 4 mesi fa, quindi pagate molto meno.
L’esecutivo al lavoro
La premier, Giorgia Meloni, minaccia di alzare le tasse su chi specula sulle bollette. Le fa eco il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin: «Stiamo attenti a tutti coloro che volessero utilizzare questo momento in modo fraudolento e quindi eventualmente colpirli dal punto di vista fiscale.
Si tratta di valutare come intervenire, se si dovesse intervenire, mi auguro di no». Intanto tre sono i fronti attivati: il Mimit ha annunciato per oggi la riunione della commissione di allerta prezzi alla quale partecipa anche la Gdf e le associazioni dei consumatori. Già inviato un dossier alle Fiamme Gialle sui carburanti. L’Arera annuncia di aver attivato l’Unità di vigilanza energetica: un presidio permanente per il monitoraggio in tempo reale dei prezzi all’ingrosso e al dettaglio di gas ed elettricità, per «valutare i possibili effetti sui corrispettivi applicati ai clienti finali e fornire al governo, al Parlamento e alle Istituzioni europee gli elementi di analisi necessari per le valutazioni di competenza».
Infine l’Antitrust: sono già molti gli esposti già arrivati all’autorità che potrebbe valutare, ad esempio, la presenza di un cartello tra gli operatori dell’energia per tenere alti i prezzi. Ma il governo può fare anche altro: come ha spiegato Meloni si potrebbe infatti agire sulla leva fiscale e colpire i famosi «extra-profitti» cioè gli utili in più che arriverebbero proprio dalla speculazione. La strada potrebbe essere quella di riscrivere il decreto bollette appena varato: benefici che, per molti, sono stati ampiamente fagocitati dall’esplosione dei prezzi. Preoccupato il presidente di Confindustria Emanuele Orsini che sollecita il decreto: «È un problema sia per le imprese che per le famiglie italiane». Bisogna «bloccare le speculazioni finanziarie sull’energia, perché a una settimana dal conflitto i prezzi che noi vediamo sono improponibili».
Il nodo accise
C’è poi una richiesta arrivata da più parti: riattivare il meccanismo delle accise mobili già previsto. «Il governo – ricorda il Codacons – dispone già di strumenti per limitare almeno in parte il peso della crisi in atto: è possibile ricorrere alle ‘accise mobili’: consentono di utilizzare l’extra-gettito Iva garantito dai rincari dei carburanti per ridurre le accise su benzina e gasolio, mantenendo così sotto controllo i prezzi finali alla pompa».
Intanto i prezzi dei carburanti vanno al galoppo. La benzina supera di slancio quota 1,7 euro al litro in media nazionale self service, il gasolio vola sopra 1,8 euro al litro. Il prezzo del gasolio è al massimo da oltre due anni, dal 4 marzo 2024, la benzina da tre mesi.