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Guerra in Medio Oriente, drone iraniano contro base in Kuwait: distrutto velivolo italiano. Nessun ferito

L’escalation militare in Medio Oriente tocca ora direttamente anche le forze armate italiane. Questa mattina, la base aerea di Ali Al Salem, in Kuwait – un hub strategico che ospita personale e assetti operativi statunitensi e italiani – è finita nel mirino di un attacco condotto con un drone di matrice iraniana.

L’incursione ha centrato in pieno uno shelter (un hangar blindato) all’interno del quale era ricoverato un velivolo a pilotaggio remoto (un drone) appartenente alla Task Force Air italiana, che è andato completamente distrutto.

Militari italiani al sicuro

La notizia più importante, fortunatamente, riguarda l’incolumità delle truppe. Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, ha rassicurato immediatamente le istituzioni e le famiglie: «Ho sentito il Colonnello Mangini per sincerarmi delle condizioni del personale italiano presente nella base. Al momento dell’attacco tutti erano in sicurezza e nessuno è rimasto coinvolto». Dell’accaduto è stato prontamente informato il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, in costante contatto con i vertici militari per monitorare la situazione di tutti i contingenti all’estero.

Danni strategici e misure preventive

Sebbene non ci siano state perdite umane, il danno materiale e strategico è rilevante. Come precisato dal generale Portolano, il velivolo distrutto «costituiva un assetto indispensabile per lo svolgimento delle attività operative ed era rimasto schierato nella base per garantire la continuità delle operazioni».

L’attacco odierno, pur gravissimo, non giunge del tutto inaspettato. Nei giorni scorsi, in risposta al rapido deterioramento del quadro di sicurezza nell’area del Golfo (culminato con il duro botta e risposta tra Washington e Teheran), la Difesa italiana aveva già adottato misure precauzionali. «Il dispositivo italiano era stato preventivamente alleggerito – ha concluso Portolano – e il personale rimasto nella base è impiegato esclusivamente per le attività essenziali della missione». La situazione resta ora sotto lo stretto monitoraggio del Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI).

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