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Guerra in Medio Oriente: l’Iran minaccia Israele, i Pasdaran: «Uccideremo Netanyahu»

«L’incertezza sul destino del criminale primo ministro sionista e la possibilità della sua morte o della sua fuga con la famiglia dai territori occupati rivelano la crisi e l’instabilità degli sionisti. Se questo criminale assassino di bambini è ancora vivo, continueremo a dargli la caccia e a ucciderlo con tutte le nostre forze». Lo scrivono le Guardie Rivoluzionarie iraniane in un comunicato, riportato dall’agenzia Fars.

Hanno giurato di «dare la caccia e uccidere» il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. «Se questo criminale assassino di bambini è ancora vivo, continueremo a dargli la caccia e lo uccideremo con tutte le nostre forze», hanno scritto i Pasdaran sul loro sito web Sepah News.

Gli attacchi dell’Iran

I raid missilistici che nelle ultime ore hanno interessato diverse parti di Israele, da nord a sud, hanno avuto come origine sia il Libano sia l’Iran: lo riferiscono diversi media israeliani, tra questi il Times of Israel e Haaretz. Oltre agli attacchi ordinati da Teheran, ce ne sarebbero dunque anche alcuni riconducibili a Hezbollah, spiega la stampa israeliana. Al momento, non sono state riportate morti legate ai raid più recenti.

Le Guardie, inoltre, hanno affermato di aver attaccato la base aerea di Al Dhafra, situata negli Emirati Arabi Uniti e utilizzata dagli Usa, con «10 missili Fatah e Ghadr»: lo indica un comunicato. E riferiscono che tre navi iraniane sanzionate dagli Usa e sequestrate dall’India, sono state autorizzate a ripartire, dopo che Teheran ha concesso ad alcune imbarcazioni indiane di attraversare lo Stretto di Hormuz. «Le azioni dell’Iran hanno dato i loro frutti nella battaglia dei mari… Questo è il vero modello usato per eliminare minacce e sanzioni», ha dichiarato su X il comandante della Marina delle Guardie Rivoluzionarie Alireza Tangsiri.

L’Arabia Saudita si difende

Il Ministero della Difesa saudita ha dichiarato di aver intercettato e distrutto 10 droni a Riad e nelle regioni orientali. In precedenza, il ministero aveva comunicato di aver distrutto sette droni a Riyadh e nelle regioni orientali. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha però fatto sapere che l’attacco con droni all’Arabia Saudita non ha alcun collegamento con l’Iran. «L’Arabia Saudita ha annunciato di aver attaccato e distrutto 10 droni su Riad e Sharqiya – scrive l’ufficio stampa dei pasdaran, ripreso dall’agenzia iraniana Tasnim – Questo attacco non ha alcun collegamento con la Repubblica Islamica dell’Iran e il governo saudita dovrebbe indagare sulla provenienza degli attacchi». 

Gli attacchi di Israele

Dal fronte nemico l’esercito israeliano ha annunciato di aver «avviato, poco fa, una ondata di attacchi su larga scala contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano nell’Iran occidentale».

La Guida Suprema è viva

«La Guida Suprema Mojtaba Khamenei gode di buona salute e governa pienamente il Paese». Lo ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in risposta alle notizie sull’assenza di Khamenei dalla vita pubblica e in tv da quando è stato eletto la scorsa settimana. «La situazione nel Paese è stabile», ha aggiunto Araghchi, citato dall’agenzia Irna. Il presidente Donald Trump ha dichiarato ieri di non sapere nemmeno se Mojtaba Khamenei sia vivo. Anche il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva affermato che Khamenei è «ferito e probabilmente sfigurato».

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