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Guerra in Iran, il Governo italiano si schiera con Usa e Israele: informativa di Tajani in Parlamento

Matteo Salvini lo dice esplicitamente, «chi è intervenuto in Iran ha fatto bene», perché «è sempre meglio la diplomazia» ma «con certa gente deve essere accompagnata da altro». Antonio Tajani osserva che «l’irrigidimento» di Teheran «ha provocato la reazione, perché Israele e gli Stati Uniti intravedevano un pericolo per la loro sicurezza».

Per il governo, in sostanza, l’esplosione di una guerra non è mai positiva ma a questa ci si è arrivati per la scelta del regime di non rinunciare al nucleare e ai missili a lunga gittata. E comunque è ancora una «fase di osservazione», spiegano fonti dell’esecutivo, al termine di una giornata in cui Giorgia Meloni ha avuto una serie di confronti con leader internazionali, prima di «aggiornare compiutamente» il presidente della Repubblica Sergio Mattarella «sugli sviluppi della situazione e sui contatti intercorsi».

In ore complicate anche dal caso del ministro della Difesa Guido Crosetto rimasto bloccato a Dubai, Palazzo Chigi ha condannato chiaramente la reazione iraniana, esprimendo solidarietà ai Paesi del Golfo colpiti. Serviranno almeno altre 24 ore, si ragiona in ambienti di governo, per intuire che sviluppi può avere l’operazione avviata da Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Che nelle prime 48 ore di attacchi non è mai stata nominata nei comunicati di Palazzo Chigi. Nemmeno nell’ultimo, in cui si dà conto di contatti con i leader di Giordania e Oman, con Ursula von der Leyen e il cipriota Nikos Christodoulides, che ha la Presidenza di turno dell’Ue.

Nella prima giornata di guerra c’erano stati anche quelli con il tedesco Friedrich Merz e il britannico Keir Starmer, oltre che con altri leader del Golfo (e mercoledì Meloni vedrà il ministro degli Esteri emiratino). Non sono stati finora comunicati contatti con Trump e Netanyahu. L’unico confronto con Washington reso pubblico lo ha avuto Tajani nella call del G7 Esteri, con il segretario di Stato Marco Rubio. «Non essendoci elementi chiari della volontà iraniana di fare marcia indietro» sull’atomica, «è ovvio che poi la situazione è degenerata», la sintesi che il ministro degli Esteri ha fatto della spiegazione di Rubio.

La durata degli attacchi americani e israeliani, l’altro lato del suo ragionamento, «dipenderà dalle scelte dell’Iran». E c’è ancora cautela anche sul post Khamenei: «C’è una situazione in movimento ma non è più quella di prima». Considerazioni destinate con ogni probabilità a rientrare nell’informativa che Tajani terrà alle 15 davanti alle commissioni Esteri e Difesa del Senato e a quella Esteri della Camera. Intanto il vicepremier ha spiegato di aver avuto anche conversazioni con i leader delle opposizioni, «che volevano chiarimenti e informazioni». «Né civili né militari italiani sono coinvolti negli attacchi», ha assicurato, e anche da Palazzo Chigi è arrivato l’invito ai connazionali «alla massima prudenza e a osservare le indicazioni dell’Unità di crisi».

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