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Groenlandia, Trump sfida l’Ue tra minacce di dazi e tensioni Nato. Mercati in allarme

La crisi tra Stati Uniti ed Europa si intensifica attorno alla Groenlandia, territorio autonomo del Regno di Danimarca che Donald Trump considera «fondamentale per la sicurezza nazionale» americana. Il presidente Usa ha dichiarato che gli europei «non opporranno molta resistenza» e ha messo apertamente in dubbio il diritto della Danimarca a governare l’isola, sostenendo che…
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La crisi tra Stati Uniti ed Europa si intensifica attorno alla Groenlandia, territorio autonomo del Regno di Danimarca che Donald Trump considera «fondamentale per la sicurezza nazionale» americana. Il presidente Usa ha dichiarato che gli europei «non opporranno molta resistenza» e ha messo apertamente in dubbio il diritto della Danimarca a governare l’isola, sostenendo che non sia in grado di difenderla dalle minacce di Russia e Cina.

Trump ha inoltre annunciato dazi del 10% contro i Paesi europei che hanno sostenuto Copenaghen e minacciato tariffe fino al 200% su vini e champagne, in particolare francesi, alimentando forti tensioni diplomatiche e finanziarie.

Le sue dichiarazioni hanno provocato reazioni dure in Europa: l’Eliseo ha definito «inaccettabili e inefficaci» le minacce commerciali, mentre l’Unione europea valuta contromisure, inclusi dazi di ritorsione e l’uso dello strumento anti-coercizione. Le tensioni hanno avuto effetti immediati sui mercati, con forti cali nelle Borse europee, in particolare a Milano.

Sul fronte opposto, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, intervenendo al Forum di Davos, ha rilanciato una strategia alternativa basata sul libero commercio e sul multilateralismo. Ha celebrato l’accordo Ue-Mercosur come la più grande area di libero scambio al mondo e annunciato progressi verso un “mega accordo” con l’India, oltre a nuove intese con Paesi dell’Indo-Pacifico.

«Con questo accordo, l’Unione europea e l’America Latina hanno creato la più grande area di libero scambio del mondo: un mercato che vale oltre il 20% del Pil globale, che riunisce 31 Paesi e oltre 700 milioni di consumatori, in linea con l’accordo di Parigi». L’obiettivo è rafforzare il ruolo globale dell’Europa e contrastare la logica dei dazi e dell’isolamento.

Intanto, all’interno della Groenlandia emergono posizioni indipendentiste: alcuni leader locali vedono nella crisi un’opportunità per emanciparsi dalla Danimarca e negoziare direttamente con Washington. Tuttavia, analisti e politici avvertono che un’eventuale annessione forzata sarebbe devastante per la Nato e per l’equilibrio occidentale.

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