«Mi Manda RaiTre’ ha scoperto che Nicole Minetti, l’ex igienista dentale e Consigliera Regionale lombarda, condannata in via definitiva a 1 anno e un mese per peculato e a 2 anni e 10 mesi per induzione alla prostituzione nell’ambito del processo ‘Ruby bis’ (le cosiddette cene eleganti), é stata graziata dal Presidente della Repubblica. Il provvedimento di grazia, giunto per motivi umanitari, é stato rilasciato nelle scorse settimane con il parere positivo del Ministro della Giustizia Nordio e quello del Procuratore Capo della Corte d’Appello». Lo annuncia in un post sui social il conduttore di ‘Mi Manda Rai3’, Federico Ruffo
I legali chiedono riserbo
«Accogliamo con rispetto istituzionale il provvedimento adottato, che si inserisce nel quadro ordinamentale della clemenza individuale, previsto per situazioni eccezionali e valutate rigorosamente in concreto. In casi analoghi, scelte di questa natura restano normalmente confinate alla dimensione personale e familiare, senza una particolare esposizione pubblica», affermano gli avvocati Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra in merito al provvedimento che «si colloca nel pieno solco dell’istituto costituzionale della clemenza individuale e si fonda su una valutazione in concreto dei presupposti della vicenda», come rappresentati nell’istanza presentata dai legali, scrive AdnKronos.
In particolare, sono stati posti a fondamento della domanda, si legge nella nota: «straordinari profili umanitari, connessi alla tutela della salute e alla condizione di particolare vulnerabilità di un minore, rispetto alla quale si chiede il massimo, dovuto riserbo; la necessità di assicurare continuità di cura e stabilità familiare, evitando effetti indiretti sproporzionati su soggetti terzi; la distanza temporale e conseguente verifica dell’attualità della funzione rieducativa della pena residua; gli elementi di responsabilizzazione personale e reinserimento sociale maturati nel tempo».
I legali rinnovano l’invito «al massimo riserbo, in particolare sulla posizione del minore. Ove la risonanza mediatica dovesse tradursi in un pregiudizio concreto per la dignità, la riservatezza e la serenità della vita familiare della Minetti – e, soprattutto, per la tutela del minore – ci riserviamo ogni opportuna iniziativa nelle sedi competenti a tutela dei diritti coinvolti»