di Paolo Cappelleri
L’obiettivo lo ha dichiarato Giorgia Meloni dopo aver fatto visita agli agenti feriti a Torino: «Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa nazione».
E per questo la presidente del Consiglio ha deciso di aprire la settimana a Palazzo Chigi con un vertice di governo, «per parlare delle minacce all’ordine pubblico di questi giorni e per valutare le nuove norme del decreto sicurezza». Dalla riunione dovrebbe uscire il pacchetto di misure destinate a entrare in un decreto legge da portare in Consiglio dei ministri mercoledì pomeriggio. Matteo Salvini è sicuro che sarà così e confida che sarà un intervento corposo, con la tutela che evita agli agenti l’iscrizione automatica nel registro degli indagati e il fermo preventivo per i manifestanti sospetti prima dei cortei, che «può arrivare anche a 48 ore».
L’accelerazione
L’attualità sta portando l’esecutivo ad accelerare sul pacchetto sicurezza, che da settimane è allo studio, con interlocuzioni fra Palazzo Chigi e Quirinale su una serie di norme. In questa dinamica, ad esempio, nei giorni scorsi è emerso che la stretta sui coltelli, pensata per arginare gli episodi di violenza giovanile, anziché nel decreto dovrebbe entrare in un disegno di legge. L’architettura dei due provvedimenti potrebbe essere definita nella riunione di governo convocata oggi alle 11.15, a cui dovrebbero partecipare i vicepremier Antonio Tajani (collegato da Palermo) e Salvini, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, quello della Giustizia Carlo Nordio e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.
Il leader leghista conta che nel decreto entrerà le norma che evita alle forze dell’ordine l’iscrizione automatica nel registro degli indagati in caso di legittima difesa.
Per sostenere questa novità la Lega ha organizzato gazebo in tutta Italia. E in uno di quelli a Roma Salvini si è presentato ieri pomeriggio con un certo ottimismo sull’approdo del dl in Consiglio dei ministri mercoledì. «Conto che sia completo al 100%. Noi siamo pronti. Non per la cronaca delle ultime ore ma perché è giusto che ci siano dentro tutte le norme che servono», ha spiegato, elencando appunto quella sulla tutela degli agenti, quella sullo sgombero degli immobili occupati esteso anche alle seconde case, la stretta ai ricongiungimenti familiari dei migranti, e il fermo di prevenzione.
Una misura che sarebbe ritenuta «fondamentale» dagli addetti ai lavori per consentire lo svolgimento pacifico delle manifestazioni. Nelle bozze circolate in queste settimane era collocata nel disegno di legge, con la possibilità di trattenere fino a 12 ore per accertamenti i sospettati di «costituire un pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione e per la sicurezza e l’incolumità pubbliche» in base a «elementi di fatto, al possesso di armi, strumenti atti ad offendere, o all’uso di caschi» o altri strumenti per camuffare il volto.
La proposta
Salvini insiste anche sulla proposta di obbligare gli organizzatori dei cortei a depositare una cauzione a copertura di eventuali danni. «È assolutamente impropria e incostituzionale. A chi non ha le possibilità economiche si toglie il diritto di manifestare?», replica la Cgil, che promette di contestare la norma se dovesse arrivare in Parlamento. Per i vertici della Cisl «non si deve mai confondere chi semina caos con chi organizza manifestazioni democratiche».









