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Global Sumud Flotilla, rilasciati gli attivisti italiani: rientro in tarda serata a Fiumicino e Malpensa

Global Sumud Flotilla, rilasciati gli attivisti italiani: rientro in tarda serata a Fiumicino e Malpensa
Il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani, accolto tra gli altri dalla mamma Maria Gabriella, è rientrato all’aeroporto Fiumicino di Roma, 21 maggio 2026 (foto Ansa)

Si è sbloccata nelle ultime ore la delicata vicenda internazionale che vedeva coinvolto il gruppo di attivisti italiani imbarcati a bordo della Global Sumud Flotilla, la spedizione umanitaria via mare diretta verso la striscia di Gaza e intercettata nei giorni scorsi dalle forze israeliane. I pacifisti italiani, tra cui la cittadina barese Simona Losito per la quale si erano mobilitate le istituzioni locali, sono stati rilasciati oggi dalle autorità di Tel Aviv e sono già in viaggio verso l’Italia.

Secondo quanto reso noto dal coordinamento della stessa Global Sumud Flotilla, i connazionali rimpatriati atterreranno sul suolo italiano nella tarda serata di oggi, giovedì 21 maggio, divisi su due diversi scali aeroportuali.

Il primo volo, diretto a Roma Fiumicino, è atteso per le ore 23:30; il secondo gruppo toccherà invece il suolo di Milano Malpensa quindici minuti più tardi, alle 23:45. I pacifisti faranno scalo tecnico a Istanbul dopo aver lasciato l’aeroporto di Umm Al Rashrash (Eilat). Una complessa operazione di rimpatrio resa possibile grazie a un’interlocuzione diplomatica e a un’assistenza consolare costante, attivata sin dai primi momenti del fermo in mare.

La nota degli attivisti

Ad attendere i volontari ai terminal d’arrivo ci saranno i familiari, i comitati di sostegno e gli organizzatori della missione, che hanno già annunciato di non voler abbassare i riflettori sulla questione palestinese e sulle modalità del blocco navale subito.

«Siamo già impegnati per continuare la mobilitazione nelle prossime ore», fanno sapere i portavoce della Flottilla. «Vogliamo promuovere una larga denuncia nei confronti di quello che si autodefinisce l’unico Stato democratico del Medio Oriente, ponendo l’accento anche sui livelli di complicità dimostrati dai governi europei in questa crisi».