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Giornata della Memoria, Sami Modiano parla agli studenti: testimone 95enne dell’Olocausto

Ancora una volta Sami Modiano superstite italiano dell’Olocausto, torna a parlare agli studenti, per non far dimenticare uno dei periodi più tragici della storia dell’umanità, per raccontare la tragedia da lui vissuta in prima persona. Modiano ha parlato agli studenti romani nel Teatro Vascello in occasione della Giornata della Memoria.

«Fino ai miei 8 anni ho avuto un’infanzia felice. Poi un giorno sono stato espulso dalla scuola ma non avevo commesso niente di male. Caddi in una crisi di pianto davanti al mio insegnante e chiesi il perché di questa decisione; lui si inchinò, mi asciugo le lacrime e mi disse che mio padre a casa mi avrebbe spiegato tutto, compreso il motivo dell’espulsione. È una scena che non si cancella e te la porti dietro per sempre. Mio padre cercò di confortarmi davanti a questa crisi, con parole semplici voleva spiegarmelo ma io non capivo perché avevano espulso solo me, visto che in classe c’erano bambini cattolici, musulmani. I tedeschi – ha raccontato Modiano – ci hanno arrestato con un trucco semplice, senza allarmarci. Avevano studiato tutto alla perfezione per non sbagliare niente. Ci hanno fatto entrare in uno stabile abbastanza grande da contenere duemila persone, era luglio del 1944. Ancora ho memoria, non mi dimentico le date. Ad oggi posso dirvi di non essere mai realmente uscito da quel posto, è più forte di me. Sono rimasto ancora ad Auschwitz, non posso spiegarvi a parole tutto quello che hanno visto i miei occhi. Non ho mai accettato di essere diverso, né a 8 anni né a 95. Io non sono diverso, sono un essere umano come tutti gli altri. Chiedo ai ragazzi di fare in modo di non dimenticare mai» – ha concluso Sami Modiano.

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