Con quasi un milione di follower, la giovane Giorgia Malerba è una star dei social, un fenomeno macina-like dal sorriso perfetto e la voce giocosa.
La popolare content creator italiana ha appena rilasciato in digitale il singolo «5 minuti», ma è già pronta a prendersi tutte le luci della scena pop, forte di una fanbase nutrita quanto affiatata. In questa intervista, Malerba racconta il rapporto tra musica e social, il peso dell’esposizione online e le sfide di una generazione cresciuta tra opportunità digitali e nuove forme di pressione.
Il 23 gennaio è uscito il singolo «5 minuti». Che momento rappresenta per lei questa canzone?
«Sono molto felice, perché questo brano rappresenta un percorso artistico che desideravo intraprendere da tempo. È un lavoro più introspettivo, che rispecchia meglio la fase della vita che sto attraversando. Pubblicare qualcosa di così personale è stato particolarmente emozionante».
Questo singolo segna l’inizio di una fase più consapevole del suo percorso. In cosa sente di essere cambiata rispetto agli esordi?
«Negli ultimi anni ho sentito l’esigenza di sperimentare molto. In questo senso “Il Mio Riflesso”, che ho dedicato a mio fratello, rappresenta forse il punto di contatto più evidente con il nuovo singolo: entrambi sono brani molto personali, anche se con sonorità differenti».
Di cosa parla questo nuovo brano?
«Racconta i miei pensieri rispetto alle scelte di vita che ho preso e i dubbi che spesso accompagnano i momenti di crescita personale. In realtà si inserisce all’interno di un progetto più ampio, che sta prendendo forma».
Cosa può anticiparci di questo progetto?
«Sarà caratterizzato da una ricerca più profonda dal punto di vista dei contenuti, pur mantenendo una certa leggerezza ritmica. Sto lavorando a nuovi brani che raccontano esperienze vissute e incontri che hanno segnato il mio percorso. L’obiettivo è costruire nel tempo un’identità sonora sempre più riconoscibile».
Crede che nella sua carriera ci siano stati dei «5 minuti» decisivi?
«Penso a quando durante il lockdown ho deciso quasi per gioco di scaricare TikTok. È stata una scelta molto spontanea, ma ha cambiato completamente il corso delle cose. Se non ci fossero stati quei cinque minuti probabilmente oggi la mia vita sarebbe molto diversa».
Nel brano c’è un’immagine interessante: «Ho aspettato un treno come un sognatore, però al mio paese non c’è la stazione». È una metafora della provincia o di un’attesa interiore?
«Nasce anche da un dato molto concreto: a Terni, dove vivo, non passa il Frecciarossa. Da lì è nata quasi un’ironia sulla situazione. Naturalmente poi l’immagine assume anche un valore simbolico più ampio, legato all’idea di attesa o di opportunità».
Canta «…riesco solo e soltanto a sbagliare». Quanto è importante riconoscere di poter sbagliare e accettare la propria fallibilità?
«Credo sia fondamentale. Sono una persona molto perfezionista, soprattutto quando si tratta di lavoro e musica, e tendo a pretendere molto da me stessa. Con il tempo ho capito però che inseguire continuamente la perfezione può diventare frustrante. Oggi cerco di osservare il mio lavoro con maggiore equilibrio, distinguendo tra autocritica costruttiva e semplice insicurezza».
Oltre a essere cantautrice è spesso definita anche «influencer». Si riconosce in questa definizione?
«È vero che molte persone mi hanno conosciuta inizialmente attraverso i social, ma il mio percorso nasce prima di tutto dalla musica. Ho studiato canto per anni, partecipato a concorsi e cantato in diversi contesti. I social rappresentano una dimensione importante del mio lavoro, ma la musica è sempre stata il punto di partenza».
Questa etichetta le sta stretta o la considera parte della sua identità?
«Credo che oggi sia possibile portare avanti più percorsi contemporaneamente. Anche i social, in fondo, sono uno spazio creativo. Per questo non sento una contrapposizione: mi riconosco sia nella dimensione musicale sia in quella legata alla creazione di contenuti».
Secondo lei questa definizione la favorisce o la penalizza nel mondo della musica?
«In alcuni casi può rappresentare una difficoltà, perché chi mi segue è abituato soprattutto a contenuti più leggeri o di intrattenimento. Introdurre la musica in quel contesto richiede tempo. Tuttavia sto notando una risposta positiva da parte della community, e questo mi incoraggia molto».
Con quasi un milione di persone che la seguono, quanto pesa la responsabilità di ciò che pubblica?
«È una responsabilità che sento molto. Quando si ha un pubblico così ampio è importante prestare attenzione ai messaggi che si trasmettono. Cerco sempre di riflettere bene su ciò che condivido, soprattutto quando si tratta di temi sensibili».
Ha mai dovuto gestire gli haters?
«Non in modo particolarmente significativo. All’inizio mi capitava di rispondere, poi ho capito che spesso si tratta semplicemente di provocazioni. Cerco di non prendere le critiche sul personale e di affrontarle con serenità».
Secondo lei la generazione cresciuta con i social ha più opportunità o più pressione?
«Credo entrambe le cose. Da un lato c’è una straordinaria accessibilità alle informazioni e alle opportunità. Dall’altro, però, la quantità di stimoli può generare una certa pressione e un senso di sovraccarico. È importante imparare a gestire questo equilibrio».
Diceva che questo singolo è solo il primo tassello di un nuovo percorso. Possiamo immaginare un progetto più ampio, magari un Ep o un album?
«Sì, sto lavorando a diversi nuovi brani che usciranno prima di arrivare a un progetto più strutturato. L’idea è quella di costruire passo dopo passo un percorso che porterà anche alla pubblicazione di un album».
Cosa direbbe a un lettore che non ha mai aperto TikTok?
«Gli direi che su quell’app di video brevi c’è Giorgia con la sua parte più divertente e creativa. C’è una quotidianità fatta di cose semplici, c’è la mia famiglia, la mia capra domestica e tanta buona musica. Venite a scoprirmi!»