A Ginevra sono iniziati i colloqui indiretti tra Iran e Stati Uniti sul dossier nucleare, mediati dall’Oman. Secondo Teheran, i negoziati riguardano esclusivamente il programma nucleare e la rimozione delle sanzioni “illegali”, con l’Iran determinato a mantenere l’arricchimento dell’uranio. La delegazione iraniana è guidata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Si tratta del secondo round dopo quello avviato a Muscat il 6 febbraio.
Parallelamente, sempre a Ginevra, sono previsti negoziati trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti sulla guerra in corso. Il Cremlino ha annunciato che gli incontri si terranno a porte chiuse e proseguiranno anche domani.
La vigilia dei colloqui è stata segnata da una nuova escalation militare
Kiev denuncia un massiccio attacco russo con quasi 400 droni e 29 missili, alcuni balistici, diretti in particolare contro infrastrutture energetiche. Il presidente Volodymyr Zelensky ha parlato di un’operazione deliberata per infliggere il massimo danno. Colpite diverse regioni, tra cui Odessa e Dnipro; due feriti e danni a edifici civili a Odessa. In risposta agli attacchi, la Polonia ha chiuso temporaneamente gli aeroporti di Rzeszow e Lublino, poi riaperti. Da Washington, il presidente Donald Trump ha invitato Kiev a sedersi rapidamente al tavolo negoziale. Il quadro resta teso, tra diplomazia e intensificazione degli attacchi sul terreno.