Dopo gli analoghi episodi di Sanremo e altre città delle scorse settimane, questa volta è accaduto a Genova. L’inno coloniale “Faccetta nera” è stato diffuso tra le attrazioni del Winter Park di ponte Parodi sollevando un’ondata di indignazione nella città Medaglia d’Oro per la Resistenza.
L’episodio, avvenuto nella serata del 10 gennaio, è stato documentato da un video girato da una frequentatrice del luna park.
Nel filmato si sente una donna contestare apertamente il giostraio responsabile dell’autoscontro: «Guarda che questa è apologia del fascismo, è reato. Questa canzone è reato». L’operatore ha liquidato l’accaduto come l’ascolto di una semplice canzone.
La sindaca di Genova, Silvia Salis, è intervenuta con fermezza definendo l’accaduto un atto di gravità assoluta, specialmente in un luogo frequentato da migliaia di famiglie e sostenuto da contributi pubblici. «A Genova non c’è e non ci sarà mai spazio per nostalgie fasciste» ha dichiarato la prima cittadina, aggiungendo che sono in corso approfondimenti per valutare sanzioni amministrative.
Silvia Salis ha inoltre auspicato l’esclusione immediata dell’attrazione coinvolta, definendo il comportamento «un atto di profonda stupidità e irresponsabilità», citando Giorgio Gaber per sottolineare la natura anacronistica e offensiva del gesto.
Anche Massimo Bisca, presidente dell’Anpi locale, ha espresso una dura condanna ai microfoni di GenovaQuotidiana, descrivendo l’accaduto come «inconcebibile e inammissibile». Bisca ha evidenziato il pericolo della sottovalutazione del fenomeno, respingendo l’idea che il fascismo sia ormai un retaggio del passato privo di conseguenze nel presente.
Dall’altra parte, l’organizzazione del Winter Park ha cercato di prendere le distanze dal singolo gestore. Mattia Gutris, portavoce dello staff organizzativo, ha rilasciato una nota ufficiale di condanna: «L’errore esecrabile di un singolo, verso cui prenderemo ferrei provvedimenti, non può e non deve ricadere su un’intera categoria». Mattia Gutris ha poi ribadito che i valori del parco sono orientati al divertimento e alla socializzazione, escludendo qualsiasi legame con ideologie politiche discriminatorie.










