Il corpo del sergente maggiore israeliano Ran Gvili, ultimo ostaggio israeliano detenuto nella Striscia di Gaza, è stato individuato e identificato in un cimitero nella parte orientale di Gaza City durante un’operazione militare su larga scala dell’Idf. La famiglia è stata informata e la salma sarà riportata in Israele per la sepoltura. Con questo ritrovamento, per la prima volta dal 2014 non risultano più ostaggi israeliani nella Striscia.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha definito l’evento un «risultato straordinario», rivendicando il mantenimento della promessa di riportare a casa tutti gli ostaggi. Ha ricordato Gvili come un eroe, sottolineando il suo ruolo e il sacrificio compiuto. Le forze di difesa israeliane hanno spiegato che le informazioni di intelligence sul luogo di sepoltura erano note da tempo, ma solo recentemente nuove conferme, giunte anche da Hamas tramite i mediatori, hanno consentito il recupero del corpo.
Hamas ha dichiarato che il ritrovamento conferma il proprio impegno a rispettare l’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, inclusa la cooperazione sulla gestione amministrativa del territorio. Il movimento ha inoltre invitato mediatori e Stati Uniti a fare pressione su Israele affinché rispetti pienamente gli obblighi dell’accordo e ponga fine alle presunte violazioni. Dalla Casa Bianca, la portavoce Karoline Leavitt ha commentato l’evento definendolo una «notizia incredibile», attribuendone il merito all’azione del presidente Donald Trump.
Italia-Israele, l’incidente diplomatico vicino Ramallah
Parallelamente, si è registrato un grave incidente diplomatico nei pressi di Ramallah. L’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv ha presentato una protesta formale al governo israeliano dopo che due carabinieri, in servizio vicino il consolato generale di Gerusalemme, sono stati minacciati da un uomo armato in abiti civili, presumibilmente un colono israeliano. I militari, identificabili tramite documenti diplomatici e auto con targa diplomatica, stavano effettuando un sopralluogo per preparare una missione di ambasciatori dell’Unione europea.
L’uomo ha puntato un fucile contro di loro e li ha trattenuti, sostenendo telefonicamente che si trovassero in un’area militare, circostanza poi smentita dal Cogat, il comando militare israeliano per i Territori occupati. I carabinieri, seguendo le regole di ingaggio, non hanno reagito con violenza e sono rientrati illesi. La Farnesina ha annunciato ulteriori proteste ai massimi livelli politici, coinvolgendo le principali autorità israeliane civili e militari. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto di convocare l’ambasciatore di Israele Jonathan Peled in Italia per chiedere chiarimenti e confermare la dura protesta sull’episodio che ha visto coinvolti ieri i due carabinieri in servizio presso il consolato generale d’Italia a Gerusalemme.