SEZIONI
SEZIONI
Bari
Sfoglia il giornale di oggiAbbonati

Gasparri contro le Big Tech: «Stop al saccheggio digitale, serve una legge europea»

Maurizio Gasparri torna all’attacco delle Big Tech e lo fa rilanciando una battaglia che, a suo dire, non può più essere rinviata: quella contro il “saccheggio digitale” dei contenuti giornalistici. Il capogruppo di Forza Italia al Senato, già ministro delle Comunicazioni, denuncia una concorrenza che definisce sleale, fondata su profitti enormi, tasse minime e sull’utilizzo…
l'edicola

Maurizio Gasparri torna all’attacco delle Big Tech e lo fa rilanciando una battaglia che, a suo dire, non può più essere rinviata: quella contro il “saccheggio digitale” dei contenuti giornalistici. Il capogruppo di Forza Italia al Senato, già ministro delle Comunicazioni, denuncia una concorrenza che definisce sleale, fondata su profitti enormi, tasse minime e sull’utilizzo sistematico del lavoro prodotto dagli editori senza un adeguato ritorno economico.

Nel mirino finiscono sia i social network sia i grandi motori di ricerca, accusati di assorbire gran parte della raccolta pubblicitaria globale senza creare occupazione né sostenere l’informazione locale. Per Gasparri, una risposta solo nazionale rischia però di essere inefficace: «Serve una norma europea, capace di imporre regole comuni e non aggirabili. In questo solco si collocano le recenti iniziative della Commissione Ue, dalle indagini antitrust alle multe, che però – avverte – rischiano di arrivare sempre troppo tardi».

Intervistato da The Post Internazionale lo scorso 19 dicembre, il senatore ha anche proposto di destinare parte dei 723 milioni di euro che Amazon verserà al fisco italiano al Fondo per l’Editoria, come sostegno straordinario a un settore in crisi strutturale. Una misura una tantum, certo, ma che potrebbe dare respiro a giornali e audiovisivo in una fase segnata dal calo delle vendite e dalla difficoltà di far pagare l’informazione online.

Gasparri respinge l’idea che la crisi dell’editoria sia solo frutto di scelte sbagliate degli editori: alla base ci sarebbe soprattutto l’asimmetria con i colossi digitali, che drenano risorse pubblicitarie senza sottostare agli stessi obblighi fiscali e normativi. Da qui l’appello a difendere i media tradizionali, «anche a costo di sembrare passatisti», perché la libertà di informazione resta un pilastro della democrazia.

Infine, una battuta sulla vendita del gruppo Gedi: «È un’operazione di mercato – dice – speriamo solo che arrivino i Cavalieri Jedi». Una chiusura ironica per una battaglia che, nelle sue intenzioni, vuole essere tutt’altro che di fantasia.

CORRELATI

Attualità, Italia, Politica","include_children":"true"}],"signature":"c4abad1ced9830efc16d8fa3827ba39e","user_id":1,"time":1730895210,"useQueryEditor":true,"post_type":"post","post__in":[481118,479732,479239],"paged":1}" data-page="1" data-max-pages="1" data-start="1" data-end="3">

Lascia un commento

Bentornato,
accedi al tuo account

Registrati

Tutte le news di Puglia e Basilicata a portata di click!