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Garlasco, la Procura di Pavia: «Sempio avrebbe ucciso Chiara da solo». Verso la revisione del processo per Stasi

Un colpo di scena giudiziario che rischia di riscrivere un intero capitolo della storia criminale italiana. A quasi vent'anni di distanza dal brutale omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco, la Procura di Pavia imprime una sterzata clamorosa alle indagini: Andrea Sempio, 38enne amico del fratello…
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Un colpo di scena giudiziario che rischia di riscrivere un intero capitolo della storia criminale italiana. A quasi vent’anni di distanza dal brutale omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco, la Procura di Pavia imprime una sterzata clamorosa alle indagini: Andrea Sempio, 38enne amico del fratello della vittima, avrebbe agito da solo.

La novità è emersa nell’invito a comparire notificato oggi a Sempio, indagato per il delitto. I magistrati pavesi hanno infatti formalmente modificato il capo d’imputazione, stralciando la dicitura “in concorso di altri soggetti o con Alberto Stasi”. L’accusa di omicidio volontario ricade ora in via esclusiva sul solo Sempio.

L’interrogatorio è stato fissato per la mattina del prossimo 6 maggio, come confermato dal suo attuale legale, l’avvocato Liborio Cataliotti. Un faccia a faccia con i pm che arriva a quasi un anno di distanza da un precedente tentativo andato a vuoto: il 20 maggio 2025, infatti, Sempio era già stato convocato in concomitanza con il deposito della perizia sulla celebre “traccia 33”, ma non si presentò su consiglio dell’ex difensore Massimo Lovati, che aveva impugnato l’atto per un vizio di forma.

Il destino di Alberto Stasi

La mossa della Procura di Pavia scuote inevitabilmente le fondamenta della condanna definitiva a 16 anni di carcere inflitta ad Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara, finora ritenuto dalla giustizia l’unico colpevole.

L’ipotesi di una totale innocenza di Stasi prende ora sempre più corpo. Nelle scorse settimane, il Procuratore di Pavia, Fabio Napoleone, ha incontrato la Procuratrice generale di Milano proprio per caldeggiare un’istanza di revisione del processo a carico di Stasi. Sebbene la Procura pavese non abbia ancora trasmesso formalmente a Milano tutte le carte della nuova indagine (che potrebbero scagionare l’ex fidanzato), la strada verso un’incredibile riapertura del caso sembra ormai tracciata.

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