Il G7 Finanze riunito a Parigi lancia un messaggio netto sul conflitto in Medio Oriente: «È imperativo un rapido ritorno alla libera e sicura circolazione attraverso lo Stretto di Hormuz e una soluzione duratura della guerra in Iran». Nel comunicato finale dei ministri dell’Economia e dei governatori delle banche centrali, i Sette avvertono che l’incertezza economica globale sta aumentando i rischi per crescita e inflazione, soprattutto a causa delle pressioni sulle catene di approvvigionamento di energia, alimenti e fertilizzanti, con effetti più pesanti sui Paesi più vulnerabili.
Il documento riafferma l’impegno del G7 a monitorare da vicino l’impatto della crisi sui mercati finanziari e sottolinea la necessità di mercati dell’energia e delle materie prime «ben funzionanti, stabili e trasparenti», invitando tutti i Paesi a evitare restrizioni arbitrarie alle esportazioni e a garantire flussi commerciali sicuri.
Il vertice richiama anche la necessità di rafforzare la resilienza delle economie attraverso la diversificazione delle catene di approvvigionamento e affronta il tema degli squilibri globali, legati alle differenze tra risparmio e investimenti, che potrebbero alimentare nuove tensioni commerciali.
Sul piano geopolitico, mentre Trump ha dichiarato di aver sospeso un attacco contro l’Iran previsto per oggi, Teheran avverte che aprirà «nuovi fronti» se gli Stati Uniti dovessero riprendere le operazioni militari. Un quadro che, secondo il G7, impone risposte coordinate e cooperazione multilaterale per proteggere stabilità e crescita.
