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Frana di Niscemi: crolla palazzina di tre piani, il sindaco: «28 anni per ottenere fondi del ’97»

A Niscemi, in Sicilia, una frana storica minaccia ancora il territorio: oggi è crollata una palazzina di tre piani nel quartiere Sante Croci, già in bilico sul costone. Il sindaco Massimiliano Conti ha sottolineato come la responsabilità sia dell’uomo, non della natura, ricordando che i fondi per la frana del 1997 sono stati ottenuti solo a dicembre 2025, dopo 28 anni. La Protezione Civile ha avviato un programma di analisi del rischio idrogeologico, indagini geognostiche e geotecniche e un sistema di monitoraggio strumentale per comprendere le cause del dissesto e prevenire nuovi crolli.

Il fenomeno ha costretto circa 1.300 persone a lasciare le proprie case, con la zona rossa estesa fino a 100 metri dal ciglio della frana. La Protezione Civile ha emesso un’allerta meteo gialla per piogge abbondanti, mentre il maltempo ha colpito anche Calabria e Sardegna. Il commissario e il comune stanno valutando misure straordinarie, inclusa la possibilità di ricollocare gli sfollati in una “new town” nella piana di Gela.

Il gruppo Sud Chiama Nord ha richiesto una seduta straordinaria dell’Assemblea regionale siciliana per discutere il piano di ricostruzione e le misure strutturali necessarie. La Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni si riunirà a Niscemi il 12 febbraio per supportare la Sicilia.

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