Un capitolo giudiziario e politico lungo, teso e al centro del dibattito internazionale giunge formalmente al capolinea. Ilaria Salis, insegnante milanese ed eurodeputata eletta tra le fila di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), ha annunciato la chiusura definitiva del processo penale a suo carico in Ungheria.
La rivelazione è arrivata a sorpresa dai microfoni della trasmissione Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1. «Sul mio processo in Ungheria posso rivelare una cosa – ha dichiarato la Salis –. La settimana scorsa mi è arrivata una carta ufficiale dal tribunale ungherese in cui si certifica che pongono termine al processo penale a mio carico. Il procedimento, quindi, è ben più che sospeso».
A determinare lo stop definitivo all’azione dei giudici di Budapest è stato lo scudo garantito dal seggio a Strasburgo. Alla domanda sui motivi tecnici che hanno portato alla conclusione dell’iter, l’eurodeputata ha confermato il peso del recente passaggio istituzionale europeo: «Il procedimento è terminato perché il Parlamento ha confermato l’immunità. Dopo che c’è stato il voto di conferma, seppur con tempistiche un po’ lunghe, le autorità ungheresi hanno ricevuto la comunicazione ufficiale e hanno dovuto porre termine al procedimento».
La chiusura mette una pietra tombale sull’attuale impianto accusatorio che l’aveva tenuta in carcere e ai domiciliari per mesi. E anche se le vie del diritto lasciano sempre un minuscolo spiraglio teorico, l’ipotesi di un nuovo scontro giudiziario appare remotissima: «In teoria potrebbero riaprirlo – ha chiosato Ilaria Salis – ma solo ripartendo totalmente da capo».