Il Festival dello Spettacolo torna a Milano con oltre cento protagonisti tra televisione, musica e cinema. La grande manifestazione, organizzata da Tv Sorrisi e Canzoni e Mondadori, porta al Superstudio Più da oggi a domenica alcuni dei volti più popolari dell’intrattenimento italiano. A coordinare la macchina organizzativa il direttore artistico Antonio Frascadore, che ricopre lo stesso incarico anche per l’Edicola Village di Taranto.
A raccontare lo spirito del Festival è Aldo Vitali, direttore di Sorrisi: «Tra gli artisti e Sorrisi c’è un’attrazione fatale». Vitali passa in rassegna i protagonisti dell’edizione, da Gerry Scotti a Gianna Nannini, da Annalisa ad Antonella Clerici e Carlo Conti. E poi Stefano De Martino, su cui non ha dubbi: «Ha tutto quello che serve». Tra i ricordi, un Telegatto ancora da consegnare a Geolier e un passaggio di consegne sanremese nato quasi per caso, a causa di un treno in ritardo.
Direttore, il Festival dello Spettacolo torna dopo il successo della prima edizione. Avete riunito oltre cento stelle. Come si convincono così tanti artisti a scendere dal palco e incontrare la gente?
«Innanzitutto ci tengo a dire una cosa: vengono tutti gratuitamente. Il segreto, se così possiamo chiamarlo, è che il mondo di Sorrisi è molto amico delle star, dei personaggi della televisione e della musica. C’è un’attrazione fatale tra gli artisti e Sorrisi. E poi al Festival succedono due cose che in realtà sono una sola: il pubblico vede i propri beniamini dal vivo, da vicino, può conoscerli anche in aspetti meno consueti. E gli artisti, allo stesso tempo, possono guardare negli occhi le persone che normalmente vedono soltanto attraverso uno schermo».
Facciamo un gioco. Le dico alcuni nomi e lei me li racconta. Partiamo da Gerry Scotti.
«Gerry è un grande amico, è un personaggio di Sorrisi. Sono felice che oggi sia al top del top della sua carriera, anche se in realtà il successo non l’ha mai perso. È una persona che si è sempre spesa e non si è mai risparmiata».
Gianna Nannini?
«È una figura particolare: compare, scompare, ha una vita privata molto intensa con sua figlia e poi torna quando ha una canzone potentissima».
Annalisa?
«È un caso da studiare. È laureata in fisica e si vede che ha trovato la formula magica per scrivere una canzone di successo dietro l’altra».
Antonella Clerici?
«La conosco da tantissimo tempo. È una figura familiare per il pubblico. Vive una vita molto normale, appartata, in campagna, con i cani, il compagno, la figlia. E poi per un’ora e mezza va in televisione, ma anche lì rappresenta se stessa».
E Carlo Conti?
«Carlo è un mago della televisione, una macchina da guerra capace di portare al successo qualsiasi format. E ha una caratteristica che oggi sembra quasi rivoluzionaria: riesce a stare nei tempi previsti».
Tra i protagonisti più attesi c’è Stefano De Martino. Che cosa deve avere oggi un conduttore per conquistare il pubblico?
«Stefano praticamente ha tutto quello che serve. È molto bravo, molto simpatico, ha quella speciale caratteristica napoletana che conquista. È bello ed è anche molto giovane per il mondo dei conduttori, quindi rappresenta una novità. Sono convinto che farà un Festival molto, molto bello».
C’è un consiglio che gli darebbe per Sanremo?
«Non posso permettermi di dargli consigli. L’unica cosa che gli avrei detto sarebbe stata: cerca di finire presto le puntate, non andare avanti fino alle due o alle tre di notte. Ma lui ha già detto che lo farà. Quindi mi ha anticipato».
Un altro grande ritorno è quello dei Telegatti. Che cosa sono diventati oggi?
«I Telegatti hanno sette vite, come il gatto a cui si ispirano. Oggi non sono più una trasmissione televisiva come un tempo, anche perché sarebbe impossibile dal punto di vista dei costi. Non puoi più permetterti dieci o dodici aerei privati che vanno a Los Angeles, prendono le star, le portano in Italia e poi le riportano indietro per una sola serata. Abbiamo deciso quindi di trasformarli in un premio legato all’attualità, a un risultato preciso. Non è più una gara e non è necessariamente un premio alla carriera».
C’è qualcuno a cui avrebbe voluto consegnarne uno e non è ancora riuscito?
«Sì, c’è un caso curioso che riguarda proprio la Puglia. Dovevamo consegnare un Telegatto a Geolier, avevamo preparato tutto, ma alla fine della serata lui è dovuto scappare perché doveva tornare a Napoli per un concerto con Gigi D’Alessio. Non c’è stato il tempo di consegnarglielo. Quindi noi quel Telegatto lo abbiamo ancora, pronto per Geolier, e glielo daremo appena lo rincontreremo».
Un segreto di questa nuova edizione può raccontarlo?
«In realtà il bello è proprio che non sappiamo esattamente cosa succederà. Conosciamo i tempi, gli incontri, i personaggi, ma poi tutto dipende da quello che accade sul palco. È molto live, molto legato all’improvvisazione e agli incontri tra gli artisti».
Un ricordo dell’edizione scorsa?
«Mi viene in mente una cosa molto divertente. Per una questione di treni e ritardi, Stefano De Martino arrivò dopo e facemmo salire prima Carlo Conti. Quando Stefano arrivò, invece di farli passare uno dopo l’altro, li facemmo incontrare sul palco. E lì avvenne, quasi per caso, il vero passaggio di consegne di Sanremo: da Carlo, che avrebbe fatto il Festival successivo, a Stefano, destinato a quello dopo ancora».
Passa la vita a raccontare lo spettacolo. Ma quando torna a casa e accende la tv, qual è la prima cosa che guarda?
«I risultati dell’Inter».
