Una bufera polemica si è sollevata dopo le parole del ministro della giustizia Carlo Nordio sul tema, quanto mai attuale visti i casi di cronaca, dei femminicidi, che negli ultimi giorni ha registrato altre due vittime Sara Campanella e Ilaria Sula: «essi si radicano probabilmente nell’assoluta mancanza non solo di educazione civica ma anche di rispetto verso le persone, soprattutto per quanto riguarda giovani e adulti di etnie che magari non hanno la nostra sensibilità verso le donne», ha affermato il Guardasigilli a margine del convegno Giustizia, tra riforme e prospettive, organizzato dalla Camera penale di Salerno. «È illusorio – ha aggiunto Nordio – che l’intervento penale, che già esiste e deve essere mantenuto per affermare l’autorità dello Stato, possa risolvere la situazione. Purtroppo – ha ancora sottolineato – il legislatore e la magistratura possono arrivare entro certi limiti a reprimere questi fatti». A stretto giro è giunta la reazione della capogruppo del Partito democratico alla Camera Chiara Braga.
Le reazioni
«Le parole di Nordio, secondo il quale alcune etnie hanno sensibilità diverse sulle donne, sono inaccettabili. Purtroppo la maggior parte dei femminicidi viene commesso in casa da uomini che odiano le donne dicendo di amarle. Quello di Nordio è un razzismo strisciante che emerge in tutto il suo fulgore, fuori luogo e fuori tempo. A quando il manifesto della razza? Sarebbe gravissimo se la Premier Giorgia Meloni non prendesse le distanze da tali affermazioni». Anche la presidente dei centri antiviolenza D.i.Re, in cui sono riunite 88 associazioni, Antonella Veltri, ha stigmatizzato l’intervento del rappresentante del governo sottolineando che «siamo davvero stanche di dichiarazioni inutili a femminicidio avvenuto. Quello che serve è un vero e attuabile piano di prevenzione che lavori sulla società tutta, la scuola, rinforzando i centri antiviolenza. Affermazioni sulla famiglia di origine del bambino non sono quello che pensiamo possa servire al cambiamento». Veltri ha anche criticato il recente disegno di legge, voluto dall’esecutivo, che introdurrà il reato di femminicidio: «per quanto riguarda il ddl Femminicidi, il ministro Nordio ce ne vuole spiegare l’utilità per le donne che sono state uccise dopo la sua entrata in vigore? Basta, davvero. Serve altro e i centri antiviolenza si sono da sempre messi a disposizione per lavorare insieme al cambiamento».
Il disegno di legge
Mentre Luana Zanella, capogruppo di Alleanza verdi e sinistra alla Camera ricorda che: «Anche dalle audizioni che stiamo svolgendo in commissione Femminicidio emerge chiaramente che il fenomeno della violenza maschile sulle donne è assolutamente trasversale alle diverse componenti della società, sia per classe sociale che etnia. Il ministro Nordio dice dunque sciocchezze».