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Famiglia nel bosco, uno dei bimbi si procura ferite in casa famiglia: per i periti è «trauma da sradicamento»

Autolesionismo e forte sofferenza per uno dei fratellini separati dai genitori: slitta la decisione del tribunale per i minorenni sul ricongiungimento

Famiglia nel bosco, uno dei bimbi si procura ferite in casa famiglia: per i periti è «trauma da sradicamento»
(Foto Ansa)

Un quadro di sofferenza emotiva emerge dalle perizie condotte all’interno della struttura protetta di Vasto, in Abruzzo, dove si trovano ospitati i tre fratellini della “famiglia nel bosco”, figli della coppia anglo-australiana allontanati dal nucleo familiare lo scorso novembre: uno dei piccoli manifesta ripetuti episodi di autolesionismo mordendosi le mani fino a procurarsi ferite ed escoriazioni sulla pelle, un gesto reiterato nel tempo che ha fatto scattare l’allarme tra gli specialisti che lo seguono.

La situazione è stata dettagliatamente documentata nella relazione depositata presso il tribunale per i minorenni dell’Aquila dallo psichiatra Tonino Cantelmi e dalla psicologa Martina Aiello, consulenti di parte dei genitori Nathan Trevallion e Catherine Birmingham: le verifiche cliniche evidenziano «segnali compatibili con una condizione di sofferenza psicologica significativa», indicando come il bimbo stia utilizzando questo comportamento lesivo per manifestare un profondo ed ingestibile disagio interiore non esprimibile a parole.

Nel documento firmato dai periti si parla esplicitamente di «evidenti manifestazioni cliniche riconducibili agli effetti del trauma da sradicamento, osservabili sul piano emotivo, comportamentale e relazionale»: una condizione scaturita direttamente dall’esperienza di separazione dal contesto familiare d’origine dopo nove mesi segnati da tensioni, scontro giudiziario ed allontanamenti che hanno finito per incidere negativamente sull’equilibrio dei minori. La pronuncia dei giudici in merito all’eventuale ricongiungimento dei tre bambini con i genitori era attesa entro il mese di luglio a seguito delle audizioni protette e del deposito delle memorie di parte: la decisione non è però ancora arrivata, mentre la famiglia si è intanto trasferita in un immobile messo a disposizione gratuitamente per due anni dal Comune di Palmoli nella speranza di potervi riaccogliere a breve i figli o di potersi spostare nella struttura di nuova costruzione adiacente al bosco abruzzese.