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Ex Ilva, Calderone: «Acciaio strategico, ma oltre il sussidio serve il lavoro»

L’attenzione resta concentrata sull’impatto occupazionale: «Nel dossier ex Ilva si parla di 12mila dipendenti diretti più 5mila dell’indotto»

Ex Ilva, Calderone: «Acciaio strategico, ma oltre il sussidio serve il lavoro»

«Abbiamo presente che è necessario produrre acciaio e acciaio di qualità nel nostro Paese». Con queste parole il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, è intervenuta all’assemblea generale 2026 di Federmeccanica al Kilometro Rosso di Bergamo, facendo il punto sul delicato dossier dell’ex Ilva e sulle prospettive della siderurgia italiana. Il ministro ha ricordato la complessità del quadro attuale, segnato da vicende giudiziarie ancora aperte e da un contesto industriale in continua evoluzione: «Sappiamo che non sono chiusi tutti i percorsi giudiziari e credo che molte iniziative, anche di aziende italiane, siano in divenire. Noi accettiamo proposte e il governo farà la sua parte».

L’attenzione resta tuttavia concentrata sull’impatto occupazionale della crisi, che coinvolge migliaia di famiglie: «Nel dossier ex Ilva si parla di persone, di 12mila dipendenti diretti più 5mila dell’indotto», ha sottolineato Calderone. Pur confermando l’importanza degli ammortizzatori sociali in contesti di crisi complessa, l’esecutivo punta a una svolta strutturale. «Serve che le persone vengano legate al mondo del lavoro e non solo al sussidio. Nel recente decreto questo concetto è evidente, con percorsi di riaccompagnamento al lavoro anche nelle nuove attività industriali che si insedieranno, a Taranto e non solo».