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L’Europarlamento spinge l’Euro digitale: «Sarà essenziale per la sovranità dell’Ue»

Nel nuovo mondo di Donald Trump anche l'ipotesi che i circuiti di pagamento possano trasformarsi in un'arma non è più fantascienza. Il richiamo perentorio di Christine Lagarde a fare un salto sull'euro digitale ha trovato il primo sigillo politico: il Parlamento europeo ha dato il suo via libera, senza affanni, a due emendamenti chiave -…
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Nel nuovo mondo di Donald Trump anche l’ipotesi che i circuiti di pagamento possano trasformarsi in un’arma non è più fantascienza. Il richiamo perentorio di Christine Lagarde a fare un salto sull’euro digitale ha trovato il primo sigillo politico: il Parlamento europeo ha dato il suo via libera, senza affanni, a due emendamenti chiave – a prima firma del pentastellato Pasquale Tridico – per blindare il progetto della Bce, elevandolo a strumento «essenziale» alla «sovranità» continentale.

Una sfida aperta agli Stati Uniti, anche se l’Europa parte da un ritardo siderale: oggi Visa e Mastercard gestiscono quasi due terzi delle transazioni con carta nell’Eurozona e in tredici Paesi membri un’alternativa nazionale non esiste.

Dopo aver già perso da tempo la sfida del web al cospetto delle Big Tech, il continente non intende correre il rischio di sacrificare anche quella monetaria. L’emendamento che rafforza il sostegno politico all’euro digitale – richiamando la necessità di ridurre la dipendenza da Paesi terzi – ha raccolto un consenso trasversale di 438 eurodeputati. Quello dedicato alla parità di accesso ai pagamenti, per evitare nuove forme di esclusione, è stato approvato con 420 voti favorevoli.

Sul fronte italiano, il passaggio in Aula ha offerto un allineamento che non è passato inosservato: dopo gli stracci volati la scorsa settimana, Roberto Vannacci – ormai tra i non iscritti – e la Lega si sono ritrovati a essere gli unici italiani schierati contro il progetto.

Sull’altro emendamento, il partito di Matteo Salvini ha scelto la via dell’astensione, mentre l’ex generale è rimasto il solo italiano a esprimere voto contrario. In entrambe le votazioni, il resto della maggioranza di governo – Fratelli d’Italia e Forza Italia – si è invece schierato con convinzione a favore, così come l’opposizione, compatta con M5S, Pd e Avs. «Missione compiuta. Il Parlamento europeo ha dimostrato l’esistenza di una maggioranza ampia e solida», ha gioito Tridico.

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