Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva una serie di decisioni chiave su migrazione, commercio e integrazione economica, con una maggioranza sostenuta dal Partito popolare europeo e dalle forze di destra. In primo piano le modifiche al regolamento Ue sulle procedure di asilo, pensate per accelerare l’esame delle domande di protezione internazionale.
L’Eurocamera ha adottato una lista comune di Paesi di origine sicuri — Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia — per i cui cittadini le richieste saranno valutate con procedure accelerate. Anche i Paesi candidati all’adesione all’Unione europea saranno considerati presuntivamente sicuri. Parallelamente, le nuove norme aprono alla possibilità per gli Stati membri di stipulare accordi con Paesi terzi per l’istituzione di hub esterni dove esaminare le domande di asilo.
Accordo Ue-Mercosur
Via libera anche alle clausole di salvaguardia previste nell’accordo commerciale Ue-Mercosur. Il regolamento, già concordato con il Consiglio, definisce i meccanismi con cui l’Ue potrà sospendere temporaneamente le preferenze tariffarie sulle importazioni agricole da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay in caso di danni ai produttori europei.
La Commissione potrà avviare indagini quando le importazioni di prodotti sensibili superano del 5% la media triennale e i prezzi risultano inferiori del 5% rispetto ai valori interni. Indagini potranno essere richieste anche da Stati membri o rappresentanti dei settori interessati. È previsto inoltre un monitoraggio semestrale dell’impatto delle importazioni. Secondo il relatore Gabriel Mato, le nuove regole garantiranno protezione, stabilità e prevedibilità al settore agricolo europeo, mantenendo l’equilibrio complessivo dell’accordo.
La moneta digitale europea
Infine, la plenaria ha approvato due emendamenti sulla moneta digitale europea, inseriti nella risoluzione sulla relazione annuale della Bce. L’euro digitale viene indicato come strumento essenziale per la sovranità europea nei pagamenti, riducendo la dipendenza da infrastrutture di Paesi terzi. L’Aula sottolinea anche la necessità di garantire parità di accesso ai servizi di pagamento, evitando nuove forme di esclusione legate a una digitalizzazione affidata esclusivamente ad attori privati.