Gli italiani non intendono rinunciare alle vacanze. La voglia di partire resiste all’inflazione e ai rincari record. Secondo l’ultima indagine realizzata dal «Centro Studi del Touring Club Italiano», realizzata sulla propria community di oltre 320mila persone, il 75% degli intervistati partirà sicuramente entro settembre, mentre un ulteriore 17% considera molto probabile una vacanza nei prossimi mesi.
In totale, il 92% guarda all’estate con l’intenzione di concedersi almeno un viaggio. La destinazione preferita resta l’Italia, che rafforza ulteriormente il proprio primato. Due viaggiatori su tre sceglieranno infatti mete nazionali, una quota in lieve crescita rispetto allo scorso anno. A guidare le preferenze sono ancora una volta Trentino-Alto Adige, Sardegna, Toscana e Puglia.
Per chi invece varcherà i confini, l’Europa continua a rappresentare l’orizzonte privilegiato, con Francia, Spagna, Grecia e Norvegia ai primi posti. A cambiare sono soprattutto le modalità del viaggio. Il mare conserva il primato, raccogliendo il 40% delle preferenze, ma registra una flessione significativa rispetto alle stagioni precedenti. Cresce invece la montagna, che conquista il 21% degli italiani e supera le città d’arte, ferme al 17%. Una tendenza che sembra riflettere la ricerca di temperature miti e condizioni climatiche favorevoli nei mesi più caldi dell’anno.
Si consolida anche il fascino dei borghi e delle aree rurali, scelti dal 9% dei viaggiatori per il secondo anno consecutivo. Un dato superiore ai livelli pre-pandemici che conferma la forza di un turismo lento e diffuso. Un’altra trasformazione riguarda il calendario delle partenze. Luglio e agosto restano i mesi più richiesti, con il 30% delle preferenze ciascuno, ma crescono progressivamente giugno e settembre, rispettivamente al 17% e al 18%. Un segnale evidente di destagionalizzazione che distribuisce i flussi turistici su un arco temporale più ampio.
I costi
Ma se il desiderio di partire rimane forte nonostante le difficoltà economiche, i prezzi raccontano un’altra storia. Un’indagine del Codacons fotografa infatti una situazione al limite del paradossale, con alcune offerte ricettive che raggiungono cifre da capogiro. Analizzando le proposte presenti sul portale Booking.com per la settimana centrale di agosto, dal 14 al 21, l’associazione dei consumatori ha individuato strutture con costi che in alcuni casi equivalgono al prezzo di acquisto di un appartamento. Il record spetta a Firenze, dove un appartamento nel centro storico viene offerto a quasi 298mila euro per una settimana. Segue il Salento, con una proposta da 238mila euro a Ceglie Messapica. Sul podio anche Roma, dove un appartamento a Trastevere supera i 196mila euro.
All’estremo opposto esistono però anche offerte accessibili. Nelle stesse date, un appartamento a Segrate, alle porte di Milano, costa 149 euro per una settimana. Poco più di 200 euro sono sufficienti per soggiornare a Catania, in Umbria o nel Beneventano. Anche il trasporto aereo riserva sorprese. Per raggiungere alcune destinazioni esotiche del Pacifico, i prezzi dei voli possono superare i 20mila euro a persona. Secondo il Codacons, un biglietto andata e ritorno da Roma per Vanuatu arriva a costare oltre 21mila euro, mentre per Samoa, Tonga, Isole Salomone e Figi si superano ampiamente i 16mila euro.
Tra il desiderio di partire e il peso dei rincari, questa estate si annuncia dunque come una stagione a doppia velocità. Da un lato la conferma di una forte domanda turistica, dall’altro un mercato che in alcuni segmenti sembra aver perso ogni riferimento con l’economia reale.
