Israele ha lanciato un’offensiva in Iran, colpendo la capitale Teheran nel quartiere Pasteur, sede del palazzo presidenziale e della residenza della guida suprema Ali Khamenei.
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha definito l’offensiva come un «attacco preventivo per rimuovere le minacce contro lo Stato di Israele» e ha dato il via a una fase operativa che, secondo fonti militari, durerà almeno quattro giorni.
Sabato 28 febbraio, diverse colonne di fumo nero si sono levate sopra il centro di Teheran dopo una serie di esplosioni che hanno rotto il silenzio.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal e dalla Reuters, l’azione non vede protagonista solo l’aviazione israeliana: si tratta di una missione coordinata con Washington.
Funzionari americani hanno confermato ad Al Jazeera che i raid rientrano in un piano strategico preparato per mesi, supportato dal massiccio dispiegamento di caccia e navi da guerra nel Golfo Persico avvenuto nelle scorse settimane.
L’agenzia iraniana Isna ha riferito che i bombardamenti hanno interessato l’area di Jomhouri Street.
Nonostante l’obiettivo dichiarato fosse il cuore istituzionale del Paese, la guida suprema Ali Khamenei non si troverebbe a Teheran, ma sarebbe stata trasferita in una località segreta poco prima dell’inizio dei raid. Oltre alla capitale, le deflagrazioni hanno investito i centri di Isfahan, Qom, Karaj e Kermanshah.
Le fonti della stampa statunitense, tra cui il New York Times, sottolineano come questa operazione sia di portata superiore rispetto ai raid della scorsa estate contro i siti nucleari.
Da parte sua, la Procura generale di Teheran non ha ancora rilasciato bollettini ufficiali su eventuali vittime, ma ufficiali del governo iraniano citati dalla Reuters hanno già promesso una rappresaglia «schiacciante» contro gli obiettivi nemici.
L’obiettivo di fondo, secondo gli analisti internazionali, resta quello di esercitare una pressione senza precedenti su Teheran per forzare un accordo sul programma nucleare, colpendo i centri nevralgici del comando militare e politico iraniano. E Trump conferma: l’Iran non potrà mai avere l’arma nucleare: «Abbiamo provato a fare un accordo, ma hanno rifiutato ogni occasione di rinunciare alle ambizioni
nucleari».









