Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini, conferma la centralità del sostegno all’informazione, sottolineando come il mercato digitale, da solo, non sia ancora in grado di sostenere l’intero settore.
Un Pnrr europeo per l’editoria
In un’intervista rilasciata a don Stefano Stimamiglio, direttore di Famiglia Cristiana, e a Chiara Genisio, vicepresidente vicario della Fisc (la Federazione italiana dei settimanali cattolici), il sottosegretario Barachini lancia la proposta di un «Pnrr europeo per l’editoria e l’informazione».
Si tratterebbe di un fondo comune destinato a supportare l’innovazione tecnologica e l’occupazione, garantendo la sopravvivenza delle testate locali che rappresentano il primo argine contro la diffusione di fake news e deepfake.
Il futuro dei contributi e l’impatto dell’IA
Sebbene i finanziamenti previsti dal decreto legislativo 70 del 2017 siano destinati a esaurirsi nel 2030, la Procura del Governo sul tema appare orientata a un aggiornamento normativo. «Li consideriamo uno strumento essenziale per il pluralismo – dichiara Barachini – e stiamo lavorando a un regolamento che premi il valore giornalistico e il radicamento territoriale».
In merito all’evoluzione tecnologica, l’Esecutivo ha istituito una Commissione specifica per studiare l’impatto dell’intelligenza artificiale.
Secondo il sottosegretario, il giornalismo professionale deve evolversi senza però abbandonare la carta stampata, ancora preferita dai lettori over 55 e fondamentale per mantenere il legame con le comunità, specialmente nelle aree remote dove la distribuzione deve essere garantita nonostante la crisi delle edicole.
Il ruolo della scuola
Un passaggio cruciale riguarda il coinvolgimento delle nuove generazioni. Alberto Barachini esprime preoccupazione per il mancato utilizzo dei fondi messi a disposizione degli istituti scolastici per l’abbonamento a quotidiani e periodici.
«La scuola è un passaggio fondamentale», ribadisce, evidenziando la necessità di educare i giovanissimi al consumo di informazione certificata per contrastare il calo della partecipazione democratica.