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È morto a 84 anni Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord

È morto a 84 anni Umberto Bossi, storico fondatore della Lega Nord e figura simbolo del movimento autonomista italiano. Il “Senatùr”, come era soprannominato sin dalla sua prima elezione a Palazzo Madama, si è spento oggi, lasciando un segno profondo nella politica degli ultimi quarant’anni. Nato nel 1941 a Cassano Magnago, Bossi muove i primi…
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È morto a 84 anni Umberto Bossi, storico fondatore della Lega Nord e figura simbolo del movimento autonomista italiano. Il “Senatùr”, come era soprannominato sin dalla sua prima elezione a Palazzo Madama, si è spento oggi, lasciando un segno profondo nella politica degli ultimi quarant’anni.

Nato nel 1941 a Cassano Magnago, Bossi muove i primi passi nell’area della sinistra extraparlamentare, per poi avvicinarsi alle istanze federaliste e autonomiste dopo l’incontro con Bruno Salvatori. Alla fine degli anni Settanta conosce Roberto Maroni, con cui avvia un lungo sodalizio politico, e nei primi anni Ottanta fonda la Lega Autonomista Lombarda, embrione della futura Lega Nord.

Il salto avviene nel 1989, quando Bossi riunisce diverse realtà territoriali dando vita al Carroccio. Leader carismatico, guida il partito per oltre vent’anni, costruendone identità e simboli: dal Sole delle Alpi al richiamo a Alberto da Giussano, fino allo slogan “Roma ladrona”. In quegli anni promuove il progetto politico della Padania e lancia strumenti di comunicazione come Radio Padania.

Il rapporto con Silvio Berlusconi attraversa fasi alterne: dall’alleanza del 1994 alla nascita della Casa delle Libertà, che lo porta nel 2001 al governo come ministro per le Riforme istituzionali. Ruolo che ricoprirà nuovamente nel 2008.

Nel 2004 è colpito da un grave ictus che ne segna la salute e riduce progressivamente la presenza politica. Nel 2012 si dimette da segretario della Lega Nord dopo uno scandalo sui fondi del partito, lasciando spazio a una nuova fase guidata, tra gli altri, da Maroni. L’anno successivo tenta il ritorno, ma viene sconfitto da Matteo Salvini, artefice della trasformazione nazionalista del partito.

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