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Draghi ad Aquisgrana avverte l’Ue: «Niente più garanzie Usa sulla nostra sicurezza»

Draghi ad Aquisgrana avverte l’Ue: «Niente più garanzie Usa sulla nostra sicurezza»
Foto: Ansa

L’Europa non vive soltanto una fase di pericolo, ma anche un momento di “epifania”: è il messaggio lanciato da Mario Draghi ad Aquisgrana, dove ha ricevuto il Premio Carlomagno, uno dei riconoscimenti più prestigiosi in Germania e in ambito europeo. Le pressioni esterne, ha spiegato l’ex presidente della Bce, stanno spingendo gli europei a riscoprire ciò che li unisce e ciò che sono pronti a costruire insieme, in un mondo sempre più instabile.

Draghi ha delineato un quadro severo delle vulnerabilità del continente, chiedendo un mercato unico più integrato e una governance più efficiente. L’allarme riguarda anche la crisi in Medio Oriente e il blocco dello Stretto di Hormuz, che potrebbero provocare una crisi delle forniture destinata a durare “mesi o anni”, con conseguenze su inflazione e crescita. Una situazione che arriva mentre il fabbisogno di investimenti europei è diventato “immenso”, stimato in 1.200 miliardi di euro l’anno.

Per Draghi la crescita è la condizione necessaria per sostenere transizione energetica, difesa, innovazione digitale e welfare di società che invecchiano. Ma il mondo che ha garantito prosperità per decenni “non esiste più”: è frammentato e mercantilista. E soprattutto, ha ammonito, non si può più dare per scontato che gli Stati Uniti garantiscano sicurezza e stabilità come nel Dopoguerra. «Per la prima volta nella storia siamo davvero soli insieme».

Tra le debolezze europee ha indicato un mercato dei capitali ancora frammentato, reti energetiche poco connesse e un’economia frenata da eccessiva regolamentazione. Ma la vulnerabilità più grave riguarda il ritardo nelle tecnologie decisive del prossimo decennio, a partire dall’intelligenza artificiale, che richiede investimenti enormi in energia, semiconduttori e infrastrutture.

Draghi ha invitato l’Europa a difendere il commercio basato su regole, pur riconoscendo che dazi e politiche industriali possono essere necessari. Tuttavia, senza una maggiore integrazione interna, questi strumenti resteranno inefficaci. Anche sul piano militare serve un salto di qualità: l’autonomia strategica, ha detto, è decisiva per riequilibrare i rapporti con Washington.

Nella laudatio, il cancelliere Friedrich Merz ha ricordato il ruolo di Draghi nel “salvataggio dell’euro”, definendolo con ironia “Super Mario”. Il Premio Carlomagno riconosce anche il merito di aver formulato un’agenda per il futuro dell’Europa: un progetto ancora citato, ma non pienamente realizzato.