L’emergenza è nazionale e non ammette ulteriori ritardi. Per ricucire un’Italia letteralmente spezzata a metà dal maltempo e dal dissesto idrogeologico, il Governo ha deciso di imprimere una forte accelerazione. L’allarme per il collasso viario innescato dalla vasta frana di Petacciato (Molise) e dal crollo del ponte sul fiume Trigno approda direttamente sul tavolo del Consiglio dei Ministri.
Fonti di Palazzo Chigi confermano infatti che già nella seduta di domani, giovedì 9 aprile, l’Esecutivo varerà un provvedimento d’urgenza. L’obiettivo primario è autorizzare un primo e fondamentale stanziamento di risorse economiche, indispensabile per avviare i complessi cantieri di ripristino dell’Autostrada A14, della linea ferroviaria adriatica (attualmente inghiottita dal fronte franoso) e della Strada Statale 16.
La decisione di forzare le tappe è scaturita al termine di una giornata di intensi tavoli operativi. Dopo un primo confronto mattutino, nel pomeriggio si è tenuta una seconda, decisiva riunione a cui ha partecipato lo stato maggiore delle istituzioni e delle infrastrutture italiane.
Al vertice hanno preso parte la premier Giorgia Meloni, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano, il capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano e il comandante generale della Guardia Costiera Sergio Liardo. Con loro, chiamati a trovare soluzioni tecniche in tempi rapidi, c’erano i vertici assoluti delle società di gestione: Ferrovie dello Stato, Rfi, Anas e Autostrade per l’Italia. Una vera e propria task force schierata per fronteggiare una paralisi che rischia di bloccare l’economia e la mobilità dell’intera dorsale adriatica per mesi.









