Il ministero della Cultura ha diffuso una nota ufficiale per fare chiarezza sulle indiscrezioni relative alla presunta concessione di sostegni economici pubblici destinati a una docu-serie incentrata sulla figura della creator Rita De Crescenzo. In merito alle notizie circolate sugli organi di stampa, il Mic ha specificato che la società di produzione del progetto dal titolo “Svergognata” non ha presentato alcuna istanza per ottenere contributi statali o agevolazioni fiscali, chiarendo di non aver avviato alcuna istruttoria né concesso alcun beneficio economico in favore dell’opera audiovisiva. Un sospiro di sollievo per la credibilità della cultura italiana che, a differenza del titolo della futura “serie”, avrebbe costituito una vergogna irreparabile.
La smentita della piattaforma streaming e le recenti contestazioni degli animalisti
Parallelamente anche i vertici di Netflix Italia hanno smentito l’esistenza di un progetto in lavorazione dedicato alla nota figura del web partenopea, simbolo di trash, ignoranza e bassezza sociale del Paese, dopo che le voci diffuse in rete avevano scatenato la reazione di numerosi utenti tra proteste e minacce di disdetta dei servizi di abbonamento.
La creator campana, spesso al centro di accese discussioni mediatiche per via dei suoi contenuti frivoli sui social network, è finita al centro di un’ulteriore controversia a causa dell’acquisto di una scimmietta durante un soggiorno in Egitto: l’episodio ha provocato la reazione delle associazioni animaliste e la presentazione di diverse segnalazioni agli organi competenti, dal momento che la legge italiana vieta la detenzione domestica di esemplari di fauna selvatica.
De Crescenzo incarna un fenomeno trash singolare, in quanto non ancora tramontato dopo un certo periodo, resistendo per anni, a differenza di tutti gli altri: ci sono ancora circa 450mila utenti che la seguono solo su Instagram.
