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Diluvio di bombe sull’Iran. Mojtaba, il figlio di Khamenei, è la nuova Guida Suprema

Una rete di fuoco incrociato che attraversa il Golfo Persico e lambisce il Mediterraneo: così appaiono i cieli del Medio Oriente al quarto giorno di guerra. Stati Uniti e Israele continuano a colpire l’Iran «su vasta scala», determinati a decapitare il regime e ad impedire che la leadership si rinnovi senza un cambiamento radicale. Ma in serata l’Assemblea degli Esperti iraniana ha eletto il figlio di Ali Khamenei, Mojtaba, come nuova Guida Suprema, su indicazione delle Guardie Rivoluzionarie.

La svolta

La notizia, riportata inizialmente da Iran International, è stata ripresa poi anche dal media israeliano Haaretz. Nella notte l’Idf aveva attaccato il «più importante» quartier generale degli ayatollah a Teheran, e più tardi aveva preso di mira l’Assemblea degli Esperti a Qom, chiamata ad eleggere il successore di Ali Khamenei. Non è chiaro se il palazzo fosse stato evacuato in tempo, come sostengono i media iraniani, o se sia stato centrato proprio mentre era in corso la votazione per nominare la nuova Guida Suprema, come riferiscono invece fonti israeliane.

Secondo Channel 12, gli 88 saggi erano già andati via prima del raid e sul posto erano rimasti solo gli «scrutatori», di cui poi non si è saputo nulla. L’elezione del figlio di Khamenei coglie di sorpresa chi si attendeva che il voto, come aveva sostenuto anche la Fars, potesse essere rinviato dopo i funerali del supremo leader Khamanei. Funerali che probabilmente si terranno la prossima settimana nella sua città natale di Mashhad.

L’avvertimento

In ogni caso, il Mossad ha già avvertito, in un post in farsi, che «non importa chi verrà. scelto: il suo destino è già scritto, solo il popolo iraniano sceglierà il suo futuro leader». «Lo scenario più negativo in Iran a questo punto è che il Paese sia preso da qualcuno che è peggio» di Khamenei, ha concordato Donald Trump, minimizzando anche la figura del figlio dello scià, Reza Pahlavi, che si è reso disponibile. «Il regime è al suo punto più debole» dal 1989, «non sarà una guerra infinita» ma «un’azione rapida e decisiva», ha assicurato Benjamin Netanyahu, che intanto ha dato l’ordine all’Idf di avanzare nel sud del Libano per «proteggere Israele da Hezbollah». L’esercito ebraico ha inoltre confermato di aver attaccato anche i siti legati al programma nucleare iraniano, compreso «il complesso segreto di Minzadehei».

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