Nuovo rimpasto ai vertici della sicurezza in Ucraina. Al posto di Vasyl Maliuk, capo dei servizi di sicurezza interni (SBU) e figura chiave di alcune delle operazioni più audaci contro la Russia – tra cui gli attacchi al ponte di Crimea e alle basi dei bombardieri strategici – è stato nominato ad interim Yevhen Khmara. Una decisione presa dal presidente Volodymyr Zelensky per rafforzare le operazioni «asimmetriche» e accelerare la trasformazione tecnologica del settore della difesa affidata anche al nuovo ministro Mykhailo Fedorov.
Sul fronte militare, la guerra – che tra circa un mese e mezzo è in atto ormai da quattro anni – prosegue senza sosta. La notte è stata segnata da un’ondata di missili e droni russi su gran parte del Paese: almeno due i morti tra Kiev e i dintorni. A Kharkiv sono state colpite infrastrutture energetiche, mentre a Dnipro un attacco ha danneggiato un’azienda statunitense del gruppo Bunge, causando una consistente fuoriuscita di petrolio. Nella regione di Kherson, secondo le autorità ucraine, un drone russo ha colpito un punto di distribuzione di aiuti umanitari, uccidendo un civile.
Mosca, invece, rivendica la conquista dell’insediamento di confine di Hrabovske, nella regione di Sumy, e denuncia un’escalation degli attacchi ucraini con droni: secondo il ministero della Difesa russo, Kiev colpirebbe Mosca quotidianamente dall’inizio dell’anno. Nella regione russa di Lipetsk, un attacco ucraino ha incendiato una fabbrica di batterie legata all’industria della difesa.
Sul piano internazionale, la Commissione europea ha annunciato che la prima tranche del prestito Ue da 90 miliardi di euro all’Ucraina sarà erogata nei prossimi mesi. Domani a Parigi si riunirà la “Coalizione dei volenterosi” per discutere garanzie di sicurezza, mentre Zelensky ribadisce la doppia strategia: puntare sulla diplomazia, senza rinunciare a rafforzare la difesa se la guerra dovesse prolungarsi.










